Bell V-22 Osprey
L'Osprey è il primo convertiplano VTOL a
rotori oscillanti costruito in serie. Esso combina le
capacità, di decollare o atterrare verticalmente e di
sostenersi fermo in aria, di un elicottero con la velocità e
l'autonomia di volo di un aereo ad ala fissa.
Il velivolo è dotato di ali, relativamente piccole, alle cui
estremità sono incernierate orizzontalmente le gondole dei
motori a turbina che muovono eliche di grande diametro in funzione di
rotori portanti, e impennaggi di coda a doppia deriva.
L'Osprey decolla verticalmente come un elicottero e, una volta
guadagnata abbastanza quota, i rotori ruotano progressivamente in
avanti fino a disporsi ad asse orizzontale assicurando la trazione per
il volo traslato mentre le ali provvedono a sostenere il velivolo.
I motori sono due turboeliche Allison da 4970 hp di potenza
sull'albero, potenza che può essere spinta fino a 5920 hp in
caso di emergenza con un motore fuori uso. I rotori, tripala, hanno un
diametro di 11.58 m e pale in resina rinforzata con fibre di vetro e
grafite che sviluppano una superficie portante totale di 24.30 mq. Inoltre i due
rotori sono interconnessi onde evitare le conseguenze che si avrebbero
in caso di avaria di uno dei motori.
Le ali, di spessore elevato per poter sostenere la portanza dei rotori
applicata alle estremità, sono specificatamente concepite
per il volo a bassa velocità e consentono una
velocità minima in volo orizzontale di 74 km/h. Le pale dei
rotori sono ripiegabili attraverso un sistema automatico e, nelle
versioni per la Marina e i Marines, l'intera ala può ruotare
fino a disporsi parallelamente alla fusoliera, onde facilitare lo
stivaggio a bordo delle navi.
La struttura è realizzata principalmente di materiali compositi
in resina epossidica rinforzata con fibre di carbonio che, a parità
di peso, aumentano la resistenza meccanica e ambientale rispetto ad una
struttura in metallo. Per aumentare la capacità del velivolo
di resistere ai colpi avversari, il sistema di governo, l'impianto
elettrico e quello idraulico sono tripli e completamente indipendenti.
All'interno della fusoliera, in un'ampia cabina (lunga 7.37 m, larga
1.80 m e alta 1.83 m), a cui si accede attraverso una rampa di carico
posteriore, possono trovare posto fino a 32 soldati, 24 seduti e 8 in
piedi, oppure 12 barelle. L'equipaggio è normalmente
costituito da due piloti a cui possono aggiungersi altri due membri in
funzione di navigatori.
Il V-22 è equipaggiato di radar per seguire il terreno,
sensori all'infrarosso e sistemi di volo avanzati che permettono di
operare a bassissima quota anche in condizioni climatiche avverse,
nonchè sistemi di allarme anti-radar e anti-missile e sistema di contromisure passive.
Nella parte posteriore della cabina è sistemato un
sofisticato sistema di comunicazione e navigazione provvisto di display
a mappe mobili a disposizione del comandante delle truppe trasportate.
Inoltre l'Osprey e l'unico velivolo al mondo provvisto di sistema
d'allarme contro il cosiddetto 'Vortex Ring State', che si verifica
quando un elicottero scende ad una velocità superiore
rispetto a quella impressa all'aria dalle pale del rotore e che si
manifesta con una improvvisa, totale e difficilmente recuperabile perdita di
portanza con conseguenze catastrofiche.
Il V-22 ha avuto una storia molto lunga, il primo brevetto per un
convertiplano a rotori oscillanti sistemati alle estremità
delle ali risalendo agli anni quaranta. Due prototipi furono realizzati
come XV-3 dalla Bell, per iniziativa congiunta dell'esercito e
dell'aviazione USA, nel 1955. Uno dei prototipi precipitò
durante le prove di volo, il superstite continuò i test e
nel dicembre del 1958 realizzò la prima transizione completa
dal volo verticale a quello orizzontale e viceversa. L'XV-3 era
equipaggiato con un motore radiale Pratt & Whitney R-985
sistemato al centro della fusoliera che muoveva attraverso due lunghi
alberi di trasmissione nelle ali e coppie di rinvio alle estremità i rotori
oscillanti. Nel 1965 le prove furono completate dopodichè il velivolo fu
immagazzinato a tempo indeterminato.
Stessa sorte toccò ad altri due interessanti velivoli
rispondenti alla formula dell'ala oscillante: il Change-Vought/LTV
XC-142A e il Canadair CX-84. Il primo era un quadriturboelica ad ala
alta imperniata che fu realizzato in cinque esemplari testati con
successo fra il 1965 e il 1969. Il secondo aveva due turboelica in
gondole alari più due piccoli rotori coassiali in coda e l'unico
esemplare costruito, dei tre ordinati dalle Forze armate canadesi,
portò a termine fra il 1966 e il 1972 una lunga serie di
test, comprendenti anche prove a bordo della portaelicotteri
americana Guadalcanal.
Il motivo principale dell'abbandono di questi velivoli fu
essenzialmente costituito dalla difficoltà di controllarne
l'assetto, nelle fasi di transizione fra volo verticale e volo
traslato, causata dalla particolare disposizione dei rotori.
Comunque, anche dopo la fine dell'esperimento XV-3, la Bell
continuò ad interessarsi a questo genere di velivoli
riuscendo alla fine a risolvere il problema semplicemente affidando la
gestione dell'assetto di volo ad un sofisticato sistema digitale di
controllo fly-by-wire triplo.
Una dimostrazione dell'elevata complessità dei sistemi elettronici
di volo dell'Osprey è data da un incidente occorso nel 2006, quando
un V-22, pare per un errore in fase di manutenzione (due cavetti accidentalmente
collegati), decollò da solo sollevandosi di
otto metri per poi infrangersi al suolo.
Del velivolo esiste anche una versione civile denominata BA609
Tiltrotor con cabina pressurizzata e in grado di trasportare nove
passeggeri su tratte fino a 1380 km utilizzando le normali superfici di
atterraggio e decollo per elicotteri.
Il V-22 sarà prodotto in 360 unità per il corpo
dei Marines (versione MV-22A) come trasporto per truppe d'assalto con
la capacità di operare da navi e campi d'atterraggio
avanzati, in 48 unità per l'US Navy (versione HV-22A) e 50
unità per l'USAF (versione CV-22) per ricerca e salvataggio
nonchè trasporto e recupero a lungo raggio di forze speciali.
Il primo squadron operativo con l'Osprey è stato il VMM-263
"Thunder Chickens" dei Marines che dal settembre del 2007 è
in azione in Irak. I V-22A attualmente in Irak sono equipaggiati, come
armamento difensivo, con una mitragliatrice M240G da 7.62 mm sistemata
in corrispondenza della rampa posteriore e sparante all'indietro, ma
è in previsione l'utilizzo di una torretta telecomandata e
integrata con il sistema elettronico di bordo, denominata Remote
Guardian System e sviluppata dalla britannica BAE-Systems, che posta sotto la
fusoliera è in grado di battere l'intero settore circolare
intorno al velivolo.
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