Eurofighter Typhoon

Il Typhoon è un aereo da combattimento multiruolo per la caccia e l'attacco il cui progetto fu iniziato negli anni novanta per sostituire il Tornado, l'F-16 e l'F-4 nelle fila delle aeronautiche militari di Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. L'aereo è stato realizzato da un consorzio internazionale composto da: BAE-Systems (Gran Bretagna), EADS (Germania), Alenia (Italia) e EADS-CASA (Spagna).
Il velivolo, bimotore, monoposto e biposto, ha un'ala a delta con ipersostentatori sull'intero bordo d'attacco e superfici di controllo orizzontali canard poste davanti all'abitacolo e utilizzabili anche come freni aerodinamici in atterraggio. Questa configurazione fu scelta per assicurare all'aereo superiori doti di manovrabilità, infatti essa è per sua natura instabile e perciò consente una risposta più pronta all'azionamento dei comandi.
L'instabilità deriva dalla posizione lungo l'asse longitudinale dell'aereo del punto teorico (punto di pressione) di applicazione della risultante di tutte le forze aerodinamiche che agiscono su di esso. Se questo punto si trova davanti al centro di gravità, le forze aerodinamiche hanno un effetto instabilizzante sul velivolo, il contrario accade se il punto è posto dietro il baricentro. In regime di volo subsonico il punto di pressione è davanti al centro di gravità, mentre quando l'aereo supera la velocità del suono il punto di pressione si sposta dietro al baricentro rendendo l'aereo stabile alle velocità supersoniche. L'agilità del Typhoon è accresciuta dal basso carico alare e dall'elevata spinta dei motori in rapporto alla massa del velivolo. L'aereo è in grado di raggiungere velocità supersoniche senza l'ausilio della postcombustione (supercruise).
La struttura è composta per il 70% da compositi a base di fibre di carbonio (CFC), per il 15% da leghe leggere e titanio, per il 12% da resina plastica rinforzata con fibre di vetro (GRP) e per il 3% da altri materiali.
Le ali hanno una struttura multicellulare con serbatoi integrali del carburante e sono unite alla fusoliera per mezzo di collegamenti in titanio. Il titanio è usato pure per gli alettoni sul bordo di attacco dell'ala e le superfici canard. I longheroni e i pannelli di rivestimento dell'ala sono costruiti in CFC con il rivestimento inferiore dell'ala integrato nella soletta dei longheroni. Le centine sono pure in CFC con rinforzi e collegamenti metallici. La fusoliera ha una struttura mista che utilizza leghe di alluminio-litio, il CFC, il GRP e il titanio. Le prese d'aria, poste sotto la fusoliera, sono a geometria variabile con il labbro inferiore che può traslare in avanti e verso l'alto per ottimizzarne il comportamento alle varie velocità. I motori sono separati da una paratia in titanio, la deriva è realizzata in CFC con il bordo anteriore e il timone in alluminio-litio ed alloggia i sensori per il sistema di contromisure elettroniche e il sistema di comunicazione.
L'instabilità dell'aereo alle velocità subsoniche viene compensata dalla presenza del FCS (Flight Control System), un sistema di controllo computerizzato fly by wire quadruplo che provvede a stabilizzare il velivolo rendendo possibile il controllo da parte del pilota. Il sistema si preoccupa anche di proteggere l'aereo da inavvertite manovre del pilota che potrebbero eccederne i limiti aerodinamici o strutturali. Basandosi su parametri come velocità, quota, assetto, massa e sistemazione del carico, che definiscono i principali limiti del velivolo, l'FCS evita che possa insorgere lo stallo con conseguente perdita di controllo o che la struttura possa deformarsi o danneggiarsi in seguito a manovre troppo violente permettendo al pilota di ottenere dal velivolo il massimo delle prestazioni senza dover controllare gli strumenti. L'FCS è dotato anche di un sistema di autorecupero per cui, se il pilota perde il controllo dell'aereo, alla semplice pressione di un tasto, il sistema automaticamente prende il comando delle superfici mobili e del motore e stabilizza l'aereo recuperando l'assetto corretto e portandolo dolcemente alla velocità di 550 km/h in leggera salita.
All'abitacolo si accede attraverso una scaletta a scomparsa integrata nel fianco sinistro dell'aereo. Il pilota ha a disposizione sette display per controllare i vari sistemi di bordo: l'HUD (Head Up Display) che proietta i dati di volo sul parabrezza, tre MHDD (Muli-function Head Down Display) nella parte bassa del cruscotto, l'HMSS (Helmet Mounted Symbology System) nella visiera del casco, il DWP (Dedicated Warning Panel) e il MIDS (Multiple Information Distribution System) nella parte alta del cruscotto.
L'HMSS fa parte di un sistema più ampio denominato HEA (Head Equipment Assembly) che comprende il casco e tutti i sottosistemi necessari a visualizzare nel display trasparente integrato nella visiera i dati di volo, i dati per la gestione dell'armamento, l'identificazione e l'acquisizione dei bersagli e la visione notturna. La visione notturna è ottenuta attraverso un sistema ad amplificazione della luce naturale composto da due videocamere rimovibili montate ai lati del casco che offrono una visione stereoscopica dell'ambiente e per mezzo dei sensori all'infrarosso montati nella parte anteriore dell'aereo. Utilizzando l'HEA, il pilota può ingaggiare un bersaglio semplicemente guardandolo e comunicare al computer le proprie intenzioni attraverso un sistema di comando vocale DVI (Direct Voice Imput) usando il microfono integrato nel casco, dopodichè il computer dirigerà automaticamente il sistema di guida dei missili verso il bersaglio scelto. La partenza dei missili è però legata al comando manuale poichè, per ragioni di sicurezza, attraverso il DVI non possono essere impartiti comandi a rischio.
L'aereo è equipaggiato con un radar doppler multimodale, denominato 'Captor' e sviluppato dal consorzio Euroradar, dotato di un terzo canale supplementare usato contro le interferenze elettroniche.
Sebbene non progettato come aereo stealth, cioè invisibile ai radar, l'ampio uso di materiali plastici in sostituzione di quelli metallici e la possibilità di volare utilizzando unicamente sensori passivi, assicurano una tracciabilità radar ridotta.
La produzione dell'aereo iniziò nel 2001 per un totale previsto di 621 unità così ripartite: 232 per la Gran Bretagna, 180 per la Germania, 121 per l'Italia e 87 per la Spagna; l'entrata in servizio nelle forze aeree delle quattro le nazioni del consorzio avvenne nel 2004. Nel 2007 è iniziata la consegna di 15 velivoli ordinati dall'Austria ed è stato concluso un accordo per la fornitura di 72 unità all'Arabia Saudita.

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Caratteristiche tecniche:

Motore: due turboventole Eurojet FJ200 da 6000 kg/spinta a secco e 9000 kg/spinta con postcombustione.

Lunghezza: 15.96 m.

Altezza: 5.28 m.

Apertura alare: 10.95 m.

Superficie alare: 50 mq.

Massa: 10995 kg a vuoto e 23000 kg al decollo.

Velocità: mach 2.0

Tangenza: 19500 m.

Armamento: un cannone Rheinmetall BK-27 da 27 mm. con 145 proiettili; tredici punti di attacco esterni sotto le ali e la fusoliera con la possibilità di montare 4 missili BVRAAM (Beyond Visual Range Air to Air Missiles) semiannegati nel ventre della fusoliera, oppure un mix di BVRAAM e SRAAM (Short Range Air to Air Missiles), oppure un mix di bombe a guida laser, razzi anticarro e missili non guidati.


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