Sukhoi Su-33

Il Su-33 è un caccia monoposto imbarcato, sviluppato dal Su-27, con caratteristiche di decollo corto, ali e impennaggi orizzontali ripiegabili per lo stivaggio a bordo delle navi, sonda retraibile per il rifornimento in volo. Il suo compito è la difesa aerea di squadre navali, il supporto aereo a truppe da sbarco, la difesa antinave, la localizzazione delle mine marine e la ricognizione a largo raggio.
Lo sviluppo di una versione navale del Su-27 fu iniziata pressoché contemporaneamente a quello dell'aereo terrestre agli inizi degli anni settanta con l'obiettivo di imbarcarlo su due nuove grandi portaerei della Marina sovietica allora in fase di progetto. A tale scopo era previsto l'irrobustimento del carrello di atterraggio e l'installazione di un gancio di atterraggio e degli attacchi per la catapulta a vapore utilizzata per accelerare la corsa di decollo. Successivamente la rinuncia alla costruzione delle portaerei portò all'abbandono del progetto.
Nel 1982 il progetto venne riesumato per trarne un caccia imbarcato da destinare al nuovo incrociatore portaerei Tbilisi, allora in fase di progetto, per il quale era prevista la possibilità di portare 50 velivoli (tra Yak-41 a decollo verticale, versioni navali del Su-27 e del MiG-29 ed elicotteri Ka-252) e l'utilizzo di una rampa di lancio ski-jump sulla prua per supportare il decollo convenzionale degli aerei imbarcati invece della catapulta.
Per testare le possibilità offerte da questa soluzione presso la base aerea di Saki in Crimea venne costruita una speciale pista di atterraggio simulante il ponte di una portaerei con rampa di decollo inclinata e cavi di arresto. Le prove furono compiute nel periodo 1982-83 dal capo pilota collaudatore N.F. Sadovnikov con esito positivo per cui nel 1984 gli uffici Sukhoi e MiG ricevettero l'incarico ufficiale di procedere allo sviluppo delle versioni navali del Su-27 e del MiG-29.
Per ridurre la velocità di atterraggio e l'ingombro a bordo delle portaerei il prototipo Su-27K venne munito di un'ala ripiegabile meccanizzata di maggior superficie, ma di apertura inalterata, provvista di ampi ipersostentatori a fessura sul bordo di uscita, ipesostentatori più grandi sul bordo di attacco e di alettoni utilizzabili come ipersostentatori. L'altezza della deriva venne diminuita, il prolungamento posteriore della fusoliera accorciato e ridisegnato per ospitare il gancio di arresto, l'alloggiamento del sistema ottico-elettronico di ricerca e puntamento venne spostato più a destra per consentire una migliore visibilità anteriore verso il basso e alette canard furono inserite in corrispondenza dei raccordi anteriori fra ala e fusoliera.
Le alette consentono un maggior controllo dell'aereo a bassa velocità e un assetto di volo durante gli atterraggi con minore angolo di attacco permettendo maggiore visibilità nella delicata fase di appontaggio. L'uso della rampa ski-jump evita le sollecitazioni cui vengono sottoposti il pilota e la struttura dell'aereo durante i lanci con la catapulta, inoltre al termine della corsa di decollo l'aereo viene a trovarsi in assetto di volo ideale per prendere quota con positivo angolo di attacco e spinta rivolta verso il basso. D'altra parte l'accelerazione impressa dalla catapulta consente il decollo con un carico maggiore.
Il primo prototipo del Su-27K volò nell'agosto del 1987 pilotato da V.G. Pugachov, seguito in dicembre dal secondo prototipo ai comandi di N.F. Sadovnikov. Nel novembre 1989 Pugachov, volando sul secondo, prototipo realizzò il primo appontaggio sulla portaerei Tbilisi (poi rinominata Admiral Kuznetsov) e nel 1990 dagli impianti aeronautici (oggi denominati "KnAAPO") di Komsomolsk-na-Amure uscì il primo aereo di serie. Nell'aprile del 1993 il primo Su-27K fu consegnato al 279° reggimento aereo imbarcato della Flotta del nord e nel 1998 l'aereo entrava ufficialmente in servizio a bordo della Admiral Kuznetsov col nome di Su-33.
Il Su-33 monta un sistema di navigazione a lungo raggio fornito di radiolocalizzazione automatica, di un sistema semiautomatico di assistenza alle fasi di avvicinamento e appontaggio e un radar capace di rilevare e seguire contemporaneamente dieci velivoli avversari sulla terraferma o sul mare. Inoltre è dotato di head-up-display con collimatore ad ampio angolo di mira, sistema ottico-elettronico e termico di rilevamento e tracciamento, casco con sistema di aggancio dei bersagli integrato nella visiera e sistema di allarme radar passivo.
Negli anni novanta fu pure realizzata una versione da addestramento a posti affiancati denominata Su-27KUB il cui primo prototipo volò nel 1999 e che fu poi modificata per l'installazione di due nuovi motori AL-31FP con ugelli a spinta direzionabile.




Caratteristiche tecniche:

Motore: due turboventole NPO-Saturn AL-31F3 da 12500 kgf di spinta con postcombustione inserita.

Lunghezza: 21.19 m.

Apertura alare: 14.7 m (7.4 m con ali ripiegate).

Altezza: 5.9 m.

Massa: 33000 kg massimo al decollo.

Velocità: 2300 km/h ad alta quota; velocità di avvicinamento in atterraggio 240 km/h.

Tangenza: 17000 m.

Autonomia: 3000 km.

Armamento: un cannone GSh-301 da 30 mm con una celerità di tiro di 1800 colpi/min. e una dotazione di 150 proiettili; 6500 kg di carico bellico fissato a 12 punti di aggancio sotto le ali e la fusoliera e che può comprendere missili aria-aria R-27R1(ER1) con guida radar semiattiva, R-27T1(ET1) o R-73E a guida termica, missili anti-nave a medio raggio Kh-31A ad alta velocità e guida radar, razzi e bombe fino a 500 kg di calibro.


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