Sukhoi Su 26/29/31

Nel 1983 alcuni progettisti dell'ufficio Sukhoi iniziarono lo studio di un nuovo aereo acrobatico sotto la guida di V.P. Kondratyev e con il coinvolgimento di un gruppo di studenti di ingegneria aeronautica.
Per ottenere elevate caratteristiche di manovrabilità e una struttura in grado di sopportare accelerazioni dell'ordine di +12/-10 G si scelse di fare largo uso di materiali compositi in sostituzione del metallo e un design molto spartano. In tal modo fu possibile contenere il rapporto fra peso del velivolo e potenza installata. La fusoliera aveva la parte anteriore costruita in profilati di acciaio inossidabile ricoperti da pannelli in plastica rinforzata, tranne la cappottatura del motore che era in lega leggera, mentre la parte posteriore era a semiguscio con rivestimento lavorante e collegata alla parte anteriore da una semplice corona di bulloni. La trasmissione dei comandi era di tipo meccanico, realizzata attraverso cavi per il timone di direzione e barre metalliche per l'equilibratore e gli alettoni. Il carrello, fisso, aveva una struttura in titanio. Le ali avevano profili simmetrici, caratterizzati da un rapporto spessore/corda del 16% alla radice e del 12% all'estremità, e una struttura formata da longheroni in fibra di carbonio, centine in traliccio di profilati di titanio e rivestimento formato da pannelli a nido d'ape in resina rinforzata con fibre di vetro. Una struttura analoga caratterizzava i piani di coda.
Il motore Vedeneyev M-14, radiale a nove cilindri raffreddati ad aria, estremamente affidabile, era provvisto di un sistema pneumatico di avviamento che inviava aria compressa nei cilindri e di impianti di alimentazione e lubrificazione in grado di assicurare il normale funzionamento in ogni assetto di volo. Due serbatoi alari rimovibili da 15 litri contenevano il gasolio utilizzato per produrre il fumo durante le esibizioni acrobatiche. Questi serbatoi erano pressurizzati dal sistema di alimentazione del motore e una elettrovalvola azionata dal pilota inviava il gasolio a un diffusore che lo spruzzava nei condotti di scarico del motore, dove la temperatura (circa 180°C, inferiore quindi alla temperatura minima di accensione del gasolio che è di 380°C) provocava la combustione della paraffina contenuta nel gasolio, generando così il fumo.
Il primo prototipo del nuovo aereo, denominato Su-26, volò nel giugno del 1984 mostrando ottime doti di volo. La velocità di rollio era superiore a quella di ogni altro aereo acrobatico dell'epoca e il velivolo rispondeva prontamente ai comandi. Nell'agosto dello stesso anno il prototipo partecipò ai campionati mondiali in Ungheria classificandosi al 24° posto.
Questo deludente risultato portò i progettisti a ristudiare l'aereo al fine di ridurre il peso strutturale e contemporaneamente aumentare la robustezza. Furono utilizzati in maggior quantità materiali compositi a base di resine e fibre di carbonio, resine termoplastiche rinforzate con fibre di vetro, acciaio inossidabile ad alta resistenza, titanio e leghe di alluminio. I materiali non metallici costituivano più della metà del peso a vuoto del velivolo. Fu possibile in tal modo ottenere un aereo "indistruttibile in volo", cioè tale che fosse impossibile per il pilota generare carichi che portassero al collasso della struttura qualunque manovra egli facesse.
Nelle prove statiche della struttura furono raggiunti carichi di rottura corrispondenti ad accelerazioni di 22.5 G, mentre le caratteristiche aerodinamiche rendevano impossibile superare i 18 G in volo. Il limite operativo fu comunque imposto a 12 G, poichè accelerazioni superiori non possono essere sopportate dall'organismo umano. L'ergonomia dell'abitacolo richiese l'adozione di un sedile inclinato di 35°, che obbliga il pilota ad assumere una posizione semisdraiata atta a meglio sopportare le accellerazioni, speciali cinture di sicurezza e pedali forniti di cinghie che trattengono i piedi del pilota durante le manovre con G negativi.
L'aereo così modificato fu denominato Su-26M ed ai campionati mondiali di acrobazia aerea del 1986, la squadra sovietica, volando esclusivamente con i Su-26M, ottenne il primo posto nella classifica a squadre vincendo 16 delle 33 medaglie in palio, mentre Lyubov Nemkova vinse il titolo mondiale femminile.
Nel 1987 iniziò la produzione in serie del velivolo e venne realizzata una versione destinata all'esportazione, la Su-26MKh, con serbatoi supplementari nelle ali, che venne venduta in numerosi esemplari all'estero.
Nel 1992 fu presentata una versione biposto, Su-29, ottenuta allungando la fusoliera e incrementando la superficie alare. Un maggior uso di materiali compositi (fino al 60% del peso a vuoto) permise di contenere l'aumento di peso rispetto alla versione monoposto in 60 kg, per cui il Su-29, con un solo pilota a bordo, ha le stesse caratteristiche di volo del Su-26.
Seguirono i monoposto Su-31 e Su-31M, su cui fu installato per la prima volta su un aereo da acrobazia un seggiolino eiettabile: lo Zvezda SKS-94. Questo fu progettato appositamente per il Su-31 secondo specifiche di estrema leggerezza e la possibilità di essere adoperato a quote variabili fra i 15 e i 4000 metri, a velocità fra i 70 e i 350 km/h e con una quota minima di impiego in volo rovescio di 45 metri. Inoltre il Su-31 aveva una struttura ulteriormente alleggerita, un nuovo abitacolo ed un motore potenziato. Il rapporto tra trazione dell'elica e peso del velivolo era superiore all'unità, la qual cosa consentiva al pilota di effettuare manovre nel piano verticale simili a quelle di un elicottero.
Il successo dell'aereo fu tale che, ai Campionati mondiali del 1996 ad Oklahoma City, più della metà dei concorrenti volava su aerei Sukhoi Su-26 o Su-31. Il titolo mondiale a squadre fu vinto dalla Russia come pure il titolo individuale maschile con Victor Chmal e quello femminile con Svetlana Kapanina.
Ai Campionati mondiali del 2003 apparve il Su-26M3, con motore M-9F da 420 CV, che pilotato da Svetlana Kapanina si aggiudicò il titolo mondiale assoluto.
A partire dal 2003 è stata sviluppata una serie di aggiornamenti tecnici per i Su-26/29/31 che prevedono l'adozione del motore M-9F, ali di maggiore apertura con alettoni di maggior superficie, nuovi impennaggi, nuovo tettuccio dell'abitacolo e un nuovo seggiolino eiettabile SKS-94M.




Caratteristiche tecniche:

  Su-26 Su-29 Su-31 Su-31M Su-26M3
motore M-14P M-14P M-14PF M-14PF M-9F
potenza (hp) 360 360 400 400 420
altezza (m) 2.40 2.89 2.76 2.76 2.75
lunghezza (m) 6.83 7.29 6.83 6.88 6.87
apertura alare (m) 7.80 8.20 7.80 8.20 8.20
superficie alare (m²) 11.83 12.20 11.83 12.17 12.17
massa a vuoto (kg) 700 790 700 760 750
massa al decollo (kg) 962 1220 1050 1100 1100
velocità orizzontale (km/h) 310 325 330 330 340
velocità max ammessa (km/h) 450 440 450 450 450
velocità di salita (m/s) 18 16 24 24 21.5
velocità atterraggio (km/h) 120 115 115 130 130
capacità combustibile (kg) 143 202 215 215 206
autonomia massima (km) 895 1200 1100 1100 1200
Sistema di salvataggio paracadute sediolino eiettabile
Carico limite normale +12 g /-10 g (massimo 18g, di rottura 23g)
Velocità di rollio 7 rad/sec (gira su stesso 1.1 volte al secondo)

immagini:

  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto
  • foto

video

 

Copyright © 2008 - 2010 www.aviazione.org - All rights reserved.