Sukhoi Su-30

Il Sukhoi Su-30, nonostante la numerazione pari che in Russia è riservata ai bombardieri e agli aerei da attacco, è un caccia tattico multiruolo derivato dal Su-27UB. Esso nacque da una serie di varianti studiate per incrementare le prestazioni del Su-27 e che, a causa della difficile situazione economica susseguente alla fine dell'Unione Sovietica, rimasero in gran parte allo stadio di prototipo se non di semplice progetto.
Per incrementare l'autonomia del Su-27 fu costruito un prototipo di caccia biposto a lungo raggio denominato Su-27PU fornito di doppi comandi e di una sonda retraibile per il rifornimento in volo alloggiata sul fianco sinistro del muso.
Una variante di questo aereo, fornita di sistemi radar e di comunicazione potenziati e di un sistema di data-link che permetteva al velivolo di condividere i dati relativi a dieci bersagli con altri quattro aerei, fu proposta all'aviazione militare russa come posto volante di controllo. L'idea non venne accolta dalle autorità militari, però cinque esemplari del Su-27PU furono comunque realizzati ed entrarono in servizio come aerei da addestramento con la nuova designazione di Su-30.
Al Salone aeronautico di Parigi del 1994 fu mostrata al pubblico una versione da esportazione del Su-30 denominata Su-30MK con la capacità di portare fino a 8000 kg di carico bellico su dodici punti di attacco sotto le ali e la fusoliera, comprese armi a guida elettro-ottica e laser.

Il Su-30MK attrasse l'attenzione dell'Aviazione militare indiana (IAF) e, a seguito di una serie di negoziati intergovernativi, nel 1996 fu concluso un accordo per l'acquisto di 8 Su-30K, caccia biposto simili al Su-27PU, più 32 esemplari di una versione biposto multiruolo appositamente adattata alle esigenze della IAF e denominata Su-30MKI. Il prototipo del Su-30MKI volò nel luglio del 1997 pilotato da V. Averyanov. Rispetto al Su-30MK aveva:
- superfici canard mobili in corrispondenza dei raccordi fra semiali e fusoliera che assicuravano migliore manovrabilità e controllabilità ad elevati angoli di attacco anche se riducevano la velocità massima da Mach 2.0 a Mach 1.9;
- due turboventole AL-31FP con ugelli di scarico a spinta direzionabile (thrust vectoring nozzle);
- un nuovo sistema di controllo delle superfici mobili fly-by-wire integrato col sistema di controllo della direzione della spinta.
L'anno successivo la IAF definì le specifiche per la dotazione avionica stabilendo l'integrazione in un unico complesso di sistemi provenienti da società di sette paesi diversi.
Il sistema di controllo dell'armamento, il radar, il sistema ottico-elettronico (OLS) di avvistamento e il casco con il sistema di aggancio dei bersagli integrato nella visiera erano di provenienza russa.
La strumentazione era fornita dalla Sextant Avionique francese ed era basata su un head-up-display con collimatore ad ampio angolo di mira e tre display a colori multifunzione da 7 pollici nell'abitacolo anteriore, quattro display a colori, uno da 8.5 pollici e tre da 7 pollici, nell'abitacolo posteriore.
Il processore centrale era fornito dalla DRDO indiana e il sistema di contromisure elettroniche dalla Elta israeliana.
Il radar montato sul Su-30MKI è il Bars N011M sviluppato dalla Tikhomirov-NIIP. Si tratta di un radar Doppler multi-modale a scansione elettronica che comprende due apparati distinti controllati elettronicamente: un radar in banda X e un transponder in banda L, con un peso totale di 100 kg e un'antenna di 96 cm di diametro. La scansione elettronica consente di posizionare il fascio di onde in 0.4 millesimi di secondo entro un settore di 140° in azimuth e 90° in elevazione. Questo radar ha la capacità di seguire contemporaneamente bersagli in aria e al suolo e di guidare il volo a bassissima quota seguendo il terreno. Nel ruolo aria-aria può inseguire quindici bersagli diversi e attaccarne quattro simultaneamente con i missili aria-aria entro un raggio di 150 km. Nel ruolo aria-superficie può seguire contemporaneamente due bersagli a terra o in mare individuando un carrarmato entro 50 km e un cacciatorpediniere a 150 km di distanza.
Il primo Su-30MKI fu consegnato alla IAF nel 2002 e la fornitura di 40 aerei delle due versioni ordinate fu completata entro il 2004. Inoltre fu concluso un accordo con la Hindustan Aircraft per la produzione in India di altri 140 esemplari di Su-30MKI che dovrebbero essere consegnati entro il 2020.
Nel 2003 il governo della Malaysia ordinò 18 Su-30MKM simili al Su-30MKI dell'India ma con l'avionica completamente di fabbricazione russa.

Sukhoi Su 30

Nel 1997 fu concluso un accordo con la Cina per la fornitura di 48 Su-30MKK, biposto da attacco derivato dal Su-30, dotato di sonda retraibile per il rifornimento in volo e della possibilità di trasportare le più recenti armi di fabbricazione russa.
Questa versione venne realizzata sulla base del Su-27SK di serie di cui utilizzava l'ala, le prese d'aria, il carrello di atterraggio, la sezione centrale e posteriore di fusoliera e i piani di coda. Il primo volo del prototipo avvenne nel maggio del 1999 e i primi dieci aerei furono consegnati nel dicembre del 2000 trasportati smontati entro aerei cargo Antonov An-124. Gli ultimi furono consegnati entro il 2003.
Questi aerei hanno una dotazione avionica di fabbricazione russa che include una nuova versione del radar NIIP N001 con capacità di funzionamento in modalità aria-aria, aria-superficie e a mappa-mobile, un nuovo sistema di puntamento laser, sistema di navigazione satellitare compatibile sia col GPS americano che col GLONASS russo, strumentazione principale formata da due display a colori da 10.5 pollici e sistema di allarme radar con antenne sistemate nella parte posteriore delle derive.
Nel 2003 furono consegnati anche 16 Su-30MK, simili ai Su-30MKK cinesi, ordinati dall'Indonesia.
L'ultima versione del Su-30 è la Su-30MK2, ottenuta dal Su-30MKK da cui differisce per l'armamento e gli equipaggiamenti di bordo migliorati. Ventotto aerei di questo tipo furono ordinati dalla Marina militare cinese nel 2003.

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Caratteristiche tecniche Sukhoi Su-30MK2:

Motore: due turboventole AL-31F (oppure AL-31PF con ugelli orientabili) da 12500 kgf di spinta con postcombustione inserita.

Lunghezza: 21.9 m.

Altezza: 6.4 m.

Apertura alare: 14.7 m.

Massa: 24900 kg normale al decollo, 38000 kg massima.

Velocità: 1350 km/h al livello del mare e 2100 km/h (Mach 2.0) ad alta quota.

Tangenza: 17300 m.

Autonomia: 3000 km (5600 con un rifornimento in volo).

Armamento: un cannone GSh-301 da 30 mm con 150 proiettili; 8000 kg di carico bellico fissato a 12 punti di attacco sotto le ali e la fusoliera e che può comprendere: missili aria-aria di tipo R-27R1(ER1) a guida radar semi-attiva, R-27T1(ET1) con guida termica, R-27P(EP) o RVV-AE a medio raggio con guida radar attiva, R-73E a corto raggio a guida termica, missili guidati aria-superfice di tipo Kh-59ME, kh-35E e kh-59MK a guida radar, anti-nave a medio raggio Kh-31A ad alta velocità con guida radar, antiradar a guida passiva Kh-31P, Kh-29T(TE) a guida televisiva e Kh-29L a guida laser, bombe a guida laser o televisiva, bombe a grappolo e razzi non guidati.


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