Sukhoi Su-27

Gli studi per un aereo da combattimento di quarta generazione, che più tardi sarebbe diventato il Su-27 (Flanker per la NATO), iniziarono all'inizio degli anni settanta con l'intento di realizzare un caccia da superiorità aerea in grado di contrastare l'americano F-15 Eagle.
Nel periodo 1971-72 gli Uffici di progettazione Mikoyan-Gurevich, Sukhoi e Yakovlev elaborarono proprie proposte progettuali che nel 1972 furono sottoposte all'esame dell'Aviazione militare sovietica. Il progetto Sukhoi prevedeva un bimotore dall'ala a delta, con i motori sistemati sotto la fusoliera e le due derive poste tra l'ala e gli impennaggi orizzontali. Le autorità sovietiche decisero, analogamente a quanto era accaduto negli USA con l'F-15 e l'F-16, di iniziare lo sviluppo di due aerei distinti: un caccia leggero da combattimento affidato all'ufficio Mikoyan (che avrebbe portato al MiG-29), e un caccia pesante da superiorità aerea affidato all'ufficio Sukhoi.
Il progetto Su-27 venne quindi rielaborato per soddisfare le richieste dell'Aviazione aumentando la superficie alare, la spinta prevista per i motori e la capacità interna di combustibile. Inoltre fu studiata l'applicazione del concetto di instabilità longitudinale per aumentare la manovrabilità nel combattimento manovrato affidando nel contempo il controllo di stabilità ad un sistema di controllo elettronico.
Nel 1975 l'aereo assunse la sua configurazione definitiva caratterizzata da un'ala a pianta ogivale con le gondole dei motori ben distanziate sotto la sezione centrale dell'ala, le prese d'aria fornite di superfici di controllo orizzontali al fine di assicurare flusso regolare a elevati angoli di attacco, piani orizzontali di coda interamente mobili e due derive fissate alle gondole dei motori fra le ali e le superfici di coda.
I motori previsti erano due turboventole Lyulka AL31-F sviluppate appositamente per il Su-27 e caratterizzate da un elevato rapporto spinta/peso. Per contenere il peso dell'aereo si cercò di mantenere una configurazione compatta ottimizzando il disegno della struttura e prevedendo un largo uso di leghe di titanio.
Il primo prototipo fu completato nell'aprile del 1977 e il mese successivo compì il primo volo pilotato da V.S. Ilyushin. Questo primo prototipo ed il secondo erano potenziati da due motori Lyulka AL-21FZAI mentre i successivi due ricevettero i motori AL-31F. Contemporaneamente al primo volo del prototipo, gli impianti aeronautici di Komsomolsk-na-Amure (una volta intitolati a Yury Gagarin e oggi ridenominati "Komsomolsk-on-Amur Aircraft Production Association" o "KnAAPO") iniziarono l'approntamento delle attrezzature per la produzione su larga scala dell'aereo.
Intanto la comparazione delle prestazioni del prototipo del Su-27 con quelle conosciute di analoghi aerei occidentali nonché la simulazione di combattimenti aerei avevano dimostrato l'inferiorità del Su-27 rispetto all'F-15. Questo deludente risultato fu attribuito alla sottostima delle reali prestazioni dell'F-15, al peso elevato dei vari equipaggiamenti del Su-27 e alla spinta fornita dai motori AL-31F che risultò inferiore a quella di progetto.
Per migliorare le prestazioni dell'aereo si decise di ridisegnarne la struttura e la configurazione aerodinamica introducendo importanti innovazioni:

  • venne adottata una nuova ala di diverso disegno, meglio rastremata e provvista di ipersostentatori anche sul bordo di attacco al fine di incrementare la portanza nelle diverse situazioni di volo;
  • per ridurre la sezione frontale e quindi la resistenza aerodinamica, la scatola di derivazione degli impianti ausiliari fu spostata sopra i motori all'interno dell'ala;
  • fu adottato un nuovo sistema di retrazione per il carrello principale basato su una cerniera sghemba che permetteva di alloggiarne le gambe sopra le gondole dei motori;
  • i piani di coda furono rimossi dalle gondole dei motori e fissati alla struttura principale della fusoliera per incrementarne la rigidità e quindi l'efficacia;
  • il problema causato dal peso e dall'ingombro elevati dell'avionica di produzione sovietica fu limitato attraverso il miglioramento della configurazione e l'integrazione dei vari sistemi nonché l'introduzione di nuove tecnologie.

Queste soluzioni furono adottate sul settimo prototipo del Su-27 che iniziò i voli di collaudo nel 1981. I test confermarono la bontà delle scelte e l'aereo dimostrò prestazioni superiori a quelle di ogni possibile rivale. Come conseguenza delle modifiche introdotte fu necessario interrompere la produzione in serie dell'aereo e ripartire da zero dopo aver apportato le necessarie modifiche agli impianti.
Il primo Su-27 di serie volò a giugno del 1982 e la prima unità a ricevere l'aereo nel 1985 fu il 60° reggimento dell'Aviazione di stanza nell'estremo oriente russo. Nel 1989 sedici unità erano già state equipaggiate col nuovo aereo e a dispetto della complessità e delle prestazioni nettamente superiori a quelle degli aerei da combattimento della precedente generazione la transizione degli equipaggi sul nuovo caccia avvenne rapidamente e senza particolari problemi.

Il Su-27 rappresentò una pietra miliare nella storia dell'industria aeronautica russa, infatti la sua produzione richiese la ristrutturazione di diversi settori industriali correlati attraverso l’introduzione di nuove tecnologie. I motori AL-31F erano di caratteristiche superiori a quelle di ogni precedente turboreattore russo e la loro produzione richiese lo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie: leghe di titanio, acciai resistenti al calore, leghe mono-cristalline, rivestimenti speciali per le palette delle turbine e del compressore, gestione elettronica completa del funzionamento. L'arretratezza dell'industria elettronica russa di allora, impose la progettazione e l'introduzione su vasta scala di nuovi sistemi e processi di produzione basati sull'elettronica digitale.
Per il Su-27 fu creato un nuovo sistema (OLS) di ricerca e tracciamento di tipo optronico (ottico-elettronico) basato su un sensore termico passivo e un telemetro laser alloggiati in una bolla posta davanti al parabrezza. Questo dispositivo può essere usato insieme al radar oppure da solo per ricercare i bersagli in modalità passiva e attaccarli con i missili all'infrarosso. Il sistema inoltre consente di sparare col cannone con grande precisione e può essere usato in congiunzione col sistema di puntamento dei missili integrato nella visiera del casco del pilota che consente di ingaggiare un bersaglio semplicemente guardandolo. Per la prima volta su un aereo russo fu utilizzato un sistema di controllo della stabilità di tipo elettronico fly-by-wire con limitatore dell'angolo di attacco.
Molto più problematica fu la realizzazione della dotazione radar. La VVS, cioè l'aviazione militare sovietica, aveva richiesto ai tecnici dell'istituto Tikhomirov-NIIP un radar in grado di ingaggiare più bersagli della dimensione di un bombardiere alla distanza di 200 km. Queste prestazioni erano molto più elevate di quelle del radar APG-63 utilizzato sull'F-15 e paragonabili a quelle del radar a scansione elettronica NIIP SBI-16 Zaslon montato sul MiG-31. Per conciliare simili prestazioni con peso e dimensioni accettabili i tecnici decisero di utilizzare la scansione elettronica solo in elevazione, ma anche in questo modo l'obiettivo risultò irraggiungibile per le capacità dell'industria elettronica russa degli anni 70. Si dovette quindi ripiegare su un'alternativa meno ambiziosa utilizzando come base il radar N019 del MiG-29. Il risultato fu il radar N001 che utilizzava lo stesso processore dell'N019 accoppiato ad un'antenna più grande. Il nuovo radar poteva rilevare un bombardiere alla distanza di 140 km ed ingaggiare un solo bersaglio per volta. Questo radar fu in seguito migliorato e aggiornato fino a giungere alla versione N001VE in grado di individuare un bombardiere alla distanza di 200 km, agganciare 10 bersagli contemporaneamente e attaccarne due entro un raggio di 150 km.

Pressoché contemporaneamente al Su-27 monoposto fu sviluppata la versione biposto da addestramento denominata Su-27UB che volò per la prima volta nel 1984 e la cui produzione iniziò, presso gli impianti aeronautici di Irkutsk, nel 1986.
Nel giugno del 1989 il Su-27 fu per la prima volta mostrato al pubblico occidentale in occasione del Salone aeronautico di Parigi all'aeroporto Le Bourget. Due Su-27 pilotati da V.G. Pugachov e Ye.I. Frolov si esibirono in spettacolari manovre acrobatiche strabiliando gli spettatori per la grazia e l'arditezza delle evoluzioni. In tale occasione Viktor Georgievich Pugachov eseguì la cosiddetta manovra del "Cobra di Pugachov". Questa consiste nel portare il velivolo in volo orizzontale a circa 500 km/h, farlo impennare improvvisamente fino a superare la verticale, con brusca frenata fino a 250 km/h, per poi ritornare in assetto di volo orizzontale. Questa spettacolare manovra è detta "del Cobra" poiché al culmine dell'impennata l'aereo sembra la testa di un cobra nella postura di attacco e, benché molti la ritengano di nessuna utilità pratica, essa è comunque una eloquente dimostrazione delle grandi doti di controllabilità dell'aereo con elevati angoli di attacco e della capacità dei motori di funzionare regolarmente in una situazione che provocherebbe lo stallo del compressore della maggior parte dei turboreattori. Inoltre per molto tempo (fino alla comparsa dell'F-18A/E Super Hornet nel 2000 e dell'F-22 Raptor nel 2006) il Su-27 e il MiG-29 (quest'ultimo però a partire da un angolo di attacco di 30°) sono stati gli unici aerei al mondo in grado di compiere tale manovra.
A partire dal 1991 sono state prodotte le varianti Su-27SK e Su-27UBK esportate in Cina, Vietnam, Etiopia e Indonesia. Il Su-27SK è stato anche prodotto in Cina come F/J-11 negli stabilimenti aeronautici di Shenyang.
La versione monoposto più moderna in produzione è la Su-27SKM dotata di sistemi di controllo dell'armamento, navigazione, comunicazione e contromisure elettroniche molto più sofisticati, di un abitacolo con strumentazione basata su display multifunzione e sonda di rifornimento in volo retrattile.
L'unico impiego bellico del Su-27 riguarda gli esemplari etiopici che furono utilizzati durante la guerra che portò all'indipendenza dell'Eritrea. Negli scontri i Su-27 etiopici si aggiudicarono tre vittorie aeree ai danni dei MiG-29 eritrei.

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Caratteristiche tecniche SU-27SK:

Motore: due turboventole NPO-Saturn AL-31F con postbruciatori da circa 7670 kgf di spinta a secco e 12500 kgf con postcombustione inserita.

Lunghezza: 21.9 m.

Altezza: 5.9 m.

Apertura alare: 14.7 m.

Massa: 23430 kg normale al decollo, 30450 kg a pieno carico.

Velocità: 1400 km/h al livello del mare e Mach 2.35 ad alta quota.

Tangenza: 18500 m.

Autonomia: 1340 km a bassa quota e 3530 km ad alta quota.

Armamento: un cannone GSh-301 da 30 mm con 150 proiettili; dieci punti di attacco sotto le ali e la fusoliera per 4430 kg di carico bellico che può comprendere fino a sei missili aria-aria a medio raggio R-27R1(ER1) con guida radar semi-attiva, oppure due missili aria-aria a medio ragio R-27T1(ET1) con guida all'infrarosso, oppure fino a sei missili aria-aria a corto raggio R-73E con guida all'infrarosso, oppure fino a sei missili aria-aria a medio raggio RVV-AE con guida radar attiva, oppure bombe da 100, 200 o 500 kg, bombe a grappolo RBK-500, lanciatori per razzi da 80, 130 o 250 mm.


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