Sukhoi Su-25

Il Sukhoi Su-25 (Frogfoot per la NATO) è un aereo d'attacco russo, bimotore, monoposto, destinato al supporto ravvicinato alle forze terrestri sul campo di battaglia. La sua progettazione iniziò nel 1968 come controparte sovietica dell'A-10 americano. Gli studi si concentrarono su un jet bimotore subsonico caratterizzato da estrema facilità di utilizzo e manutenzione, elevata manovrabilità, un cospicuo carico offensivo e ampi pannelli blindati a protezione del pilota, dei motori e degli altri impianti vitali.
Il prototipo volò per la prima volta il 22 febbraio 1975 pilotato dal capo-pilota collaudatore V.S. Ilyushin e nel 1978 iniziò una serie di prove in condizioni operative sulla base di Shindand in Afghanistan. Nel 1979 iniziò la produzione in serie presso gli stabilimenti aeronautici di Tbilisi della versione monoposto e, a partire dal 1986, fu prodotta a Ulan-Ude la versione biposto da addestramento Su-25UB. Una speciale versione da esportazione Su-25K (e la SU-25UBK da addestramento) fu fornita alle aviazioni di Cecoslovacchia, Bulgaria, Iraq, Nord-Corea e Angola. Dopo il 1991 alcuni aerei già appartenuti alle aviazioni di Russia e Bielorussia furono esportati in Perù ed Etiopia.
Il Su-25 aveva una struttura in lega di alluminio, acciaio e titanio con rivestimento in duralluminio. I motori R-95Sh erano privi di postcombustione e fornivano una spinta di 4100 kg ciascuno, sufficiente per spingere l'aereo a oltre Mach 0.8. Sebbene tecnologicamente arretrati, questi motori si rivelarono particolarmente robusti, resistenti ai danni in combattimento e capaci di funzionare per brevi periodi con combustibili non specifici come gasolio e benzina. L'abitacolo del pilota era protetto da una vasca blindata in titanio e i serbatoi del combustibile avevano un riempimento auto-sigillante e anti-esplosione in schiuma poliuretanica. L'armamento era formato da un cannone da 30 mm e 4400 kg di carico bellico esterno che includeva missili aria-superficie, razzi e bombe. Freni aerodinamici a forbice alle estremità alari, doppio parafreno e un robusto carrello con pneumatici a bassa pressione consentivano di operare da piste corte o semipreparate.
Il Su-25 fu immesso provvisoriamente in servizio nel 1980 partecipando alla Guerra in Afghanistan fra il 1980 e il 1989. Nelle operazioni contro i Mujahideen operò con grande efficacia, dimostrandosi in grado di sopportare senza danno colpi da 20 mm e di sopravvivere anche se colpito direttamente dai missili terra-aria Stinger. In nove anni di guerra furono portate a termine più di 60 000 sortite con la perdita di soli 23 aeroplani.
Nel 1976 furono iniziati gli studi per una versione anticarro dotata di capacità ogni-tempo, sistema elettro-ottico di acquisizione del bersaglio e un sofisticato sistema di attacco. Il prototipo fu portato in volo nell'agosto del 1984 ma il programma di sviluppo venne interrotto con la fine della Guerra fredda.
Nel 1988 fu realizzata una speciale versione biposto, Su-25UTG, priva di armamento e sistemi di attacco e dotata di un gancio di arresto sotto la coda, destinata all'addestramento dei piloti delle forze aeree basate sulle portaerei.
Oltre che in Afghanistan, i russi utilizzarono i Su-25 nella guerra di Cecenia. Nell'agosto del 2008 alcuni Su-25 georgiani bombardarono obiettivi in Sud Ossezia, mentre Su-25 russi distrussero gli stabilimenti di Tbilisi (GAZ 31) dove, durante l'era sovietica, erano prodotti gli stessi Su-25.
La produzione totale fu di circa 1200 esemplari. L'Angola acquistò 12 Su-25UBK, utilizzati durante la guerra civile contro i guerriglieri dell'UNITA, la Nord-Corea 36 fra Su-25K e Su-25UBK, stanziati sulla base di Sonchon, e l'Etiopia alcuni Su-25K, impiegati nella guerra contro l'Eritrea (un Su-25 fu abbattuto nel 2000 da un MiG-29 eritreo). L'Iraq acquistò 68 Su-25K e 4 Su-25UBK che equipaggiarono due reggimenti dell'aviazione intensamente impegnati negli ultimi due anni di guerra (1987-88) contro l'Iran, perdendo un solo velivolo ad opera di un missile terra-aria Hawk iraniano. Durante la Guerra del Golfo sette Su-25 iracheni si rifugiarono in Iran, dove furono requisiti, e due furono abbattuti dagli F-15 americani nell'unica azione bellica che li vide impegnati nel corso del conflitto. Alcuni Su-25 furono utilizzati dalla Macedonia contro i separatisti albanesi nel 2001 mentre gli unici due Su-25 ivoriani attaccarono, il 6 novembre 2004, il corpo di pace francese nella roccaforte ribelle di Bouake provocando la reazione francese che si concluse con la distruzione a terra dei due Su-25 sull'aeroporto di Yamoussoukro ad opera di elicotteri da attacco Gazelle.



Caratteristiche tecniche:

Motore: due Tumanskii R-95Sh da 4100 kg/spinta privi di postcombustione.

Lunghezza: 15.50 m.

Altezza: 2 m.

Apertura alare: 14.40 m.

Massa: 9185 kg a vuoto, 15 530 kg al decollo.

Velocità: 950 km/h al livello del mare in configurazione pulita.

Tangenza: 7000 m.

Autonomia: raggio d'azione 500 km al livello del mare e 1000 km in quota.

Armamento: un cannone GSh-6-N-30 da 30 mm con 250 colpi; fino a 4400 kg di carico bellico esterno: missili aria-superficie Kh-23, Kh-29L e Kh-25ML, missili aria-aria R-60 e R-73E, bombe convenzionali o guidate da 100 kg a 500 kg, razzi da 80 mm a 250 mm, serbatoi ausiliari.


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