Lockheed SR-71 Blackbird
Il Lockheed SR-71, denominato non ufficialmente Blackbird, nacque
per ricoprire tre ruoli: ricognitore da alta quota per l'USAF,
intercettatore strategico da Mach 3 e ricognitore inabbattibile per la CIA.
Lo scopo era di ottenere un aereo in grado di volare per ore ad altissima
quota e velocità sopra il territorio nemico. Tuttavia,
all'epoca in cui fu realizzato l'aereo, gli USA e l'Unione Sovietica avevano concluso un trattato
che precludeva ad entrambi la possibilità di sorvolare il
territorio dell'altro, per cui l'aereo fu modificato per montare
macchine fotografiche a copertura laterale che consentivano
la ricognizione fotografica a distanza, senza necessità di
entrare nello lo spazio aereo nemico.
La prima proposta della Lockheed era incentrata su un aereo da ricognizione in grado di volare ad altissima velocità ad alta quota, in modo da essere al di fuori della portata dei caccia e dei missili SAM sovietici, potenziato da un motore a razzo a idrogeno liquido. Il progetto risultò impossibile da realizzare a causa degli alti consumi dei motori a razzo, per cui il programma venne riconfigurato per l'utilizzo di motori convenzionali e nel 1960 ricevette un contratto dalla CIA per il suo sviluppo.
Lo studio dell'aereo, denominato A-12, venne portato avanti dalla divisione segreta "Skunk Works" ("Lavori Sporchi") della Lockheed, guidata dal famoso progettista Clarence (Kelly) Johnson.
Per superare il problema del surriscaldamento aerodinamico ad alta velocità (che a oltre Mach 3 determina una temperatura superficiale pari a 316º C, sufficiente a provocare la fusione delle leghe di alluminio) le superfici esterne dell'aereo vennero realizzate in pannelli di titanio che avvolgevano la struttura interna in lega d'alluminio.
I motori erano due turboreattori Pratt & Whitney J58 da 13 494 kg di spinta ciascuno con postcombustione inserita. Il motore J58 fu sviluppato appositamente per operare per lunghi
periodi con il postbruciatore in funzione e in condizioni estreme di temperatura, velocità e quota. Al tempo della
sua realizzazione era il più potente motore aeronautico del mondo. Per evitare i problemi causati dalle onde d'urto supersoniche i motori ebbero un complesso sistema di prese d'aria con grandi coni di decelarazione e condotti di bypass. L'aria, dopo essere stata decelerata e compressa attraverso la formazione di onde d'urto supersoniche sulla superficie dei coni, veniva in gran parte portata direttamente nel postbruciatore, per cui il motore ad altissima velocità funzionava come un turbo-ramjet. Per
il suo funzionamento fu realizzato uno speciale combustibile,
denominato JP7, in grado di sopportare alte temperature senza
deteriorarsi o infiammarsi. Per la partenza del motore era utilizzata
un'unità di avviamento AG330, formata da due motori a pistoni
Buick V8, che forniva una potenza di 600 HP, sufficiente per
portare il turbogetto al regime di 3200 giri/minuto.
La sezione trasversale dell'A-12 fu ottimizzata per riflettere la minore quantità possibile di onde radar, inoltre l'aereo fu coperto con vernici radar-assorbenti e le derive furono realizzate in pannelli compositi a base di laminati plasici. Questa fu la prima applicazione della tecnologia 'stealth', ma non raggiunse i risultati sperati.
Il primo prototipo venne portato in volo per la prima volta il 12 aprile 1962 da Lou Schalk e, dopo un lungo periodo di messa a punto, la prima sortita operativa venne compiuta il 31 marzo 1967 sopra il Vietnam del Nord. Intanto all'aereo si era interessata anche l'US Air Force, che richiese una versione da intercettazione, denominata YF-12A, e successivamente una versione da ricognizione strategica che condusse poi all'SR-71.
Il primo SR-71 volò il 22 dicembre 1964 e, a causa degli altissimi costi operativi, venne deciso di unificare i programmi e abbandonare la versione A-12 della CIA, che fu così ritirata dal servizio dopo solo un anno di attività nel 1968.
Nella primavera del 1968 l'SR-71 entrò in servizio col 1º Strategic Reconnaissance Squadron (parte del 9º Strategic Reconnaissance Wing) alla base aerea di Beale in California e operò principalmente dalla base di Kadena, in Giappone.
La denominazione ufficiale doveva essere RS-71 (Reconnaissance Strike)
ma, nel luglio del 1964, il presidente Johnson lo chiamò SR-71 e
da allora, per evitare di far notare l'errore presidenziale, mantenne
questo nome, cambiandone il significato in Strategic Reconnaissance.
Il nome di Blackbird venne attribuito all'aereo per via del colore nero in cui era dipinto per aumentare la dispersione, per irraggiamento, del calore generato dall'attrito con l'aria e come mimetizzazione contro il colore nero del cielo a grande altitudine.
Dopo le prime esperienze operative l'aereo fu trasformato da monoposto a biposto, con l'aggiunta di un operatore RSO (Reconnaissance Systems Officer) per gestire i complessi sistemi di ricognizione e difesa, che comprendevano un sofisticato apparato ECM, fotocamere ad alta risoluzione e sensori in grado di captare e analizzare i segnali radio nemici. L'equipaggio durante il volo indossava speciali tute pressurizzate, simili a quelle degli
astronauti, necessarie come protezione contro un'eventuale perdita di pressione nella cabina di pilotaggio.
Paradossalmente l'SR-71 raggiungeva le migliori prestazioni energetiche durante il volo a oltre Mach 3, ma richiedeva comunque, per il completamento della missione, una serie di rifornimenti in volo da parte di aerocisterne. Per potersi rifornire doveva discendere dalla quota normale di crociera (oltre 20 000 m) alla quota di circa 6000/9000 m e rallentare a velocità subsonica. La diminuzione della temperatura superficiale causata dalla variazione di velocità, provocava il raffreddamento e il conseguente ritiro dei panneli di rivestimento che racchiudevano i serbatoi, cosicchè il combustibile fuoriusciva formando una scia. Una volta completato il rifornimento l'aereo accelerava di nuovo e risaliva ad alta quota.
Il primo ordine per 21 aerei fu seguito da un secondo per 11 aerei e
poi da un terzo per 8 aerei, portando il totale di SR-71 costruiti
a 40 unità.
Il primo maggio 1965 il prototipo YF-12A conquistò il primato
mondiale di velocità a 3311 km/h, pari a Mach 3.13 a 24 462
metri di quota. Il primo settembre 1974 un SR-71 volò dalla
base di Marysville, presso Sacramento, fino all'aeroporto di Farnborough
vicino Londra, in occasione della biennale mostra aeronautica, coprendo
la distanza di 6500 km nel tempo record di 1 ora e 55 minuti. Nel 1976
l'SR-71 riconquistava alcuni dei suoi record, nel frattempo battuti dal
MiG 25, volando a 3528 km/h (Mach 3.33) e a 25 929 metri di quota.
L'SR-71 fu ritirato dal servizio nel 1990 a causa degli altissimi
costi operativi e dell'evoluzione dei sistemi di ricognizione satellitare.
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