Dassault Mirage F1

Nel 1961 Marcel Dassault decise di cominciare lo studio di un nuovo caccia per sostituire il Mirage III avendo come obiettivo la realizzazione di un aereo dotato di migliori caratteristiche di decollo e atterraggio, che rappresentavano il punto debole del Mirage III. Poi, nel 1964, ricevette dall'Armée de l'Air un contratto per lo studio di un caccia capace di svolgere missioni di intercettazione a velocità superiori a Mach 2.0 nonché di attacco a largo raggio, a bassa quota e in ogni condizione meteorologica, che andasse a sostituire le prime versioni del Mirage III ancora in servizio e fosse capace di decollare e atterrare da piste di limitata lunghezza.
Dassault pensò che la soluzione consistesse nell'adozione di un'ala a freccia molto sottile dotata di efficaci sistemi di ipersostentazione e affidò ai propri specialisti lo studio di tale soluzione. Nacque così il Mirage F1 (F da Flêche, cioè freccia), il cui primo prototipo volò nel dicembre del 1966 con motore Atar 9K, ma poco dopo andò distrutto esplodendo in volo per fenomeni di flutter durante un passaggio ad alta velocità a bassa quota, causando la morte del pilota collaudatore René Bigand.
L'incidente ritardò di molto lo sviluppo dell'aereo e un secondo prototipo fu portato in volo da Jean-Marie Saget solo il 20 marzo 1969 sull'aeroporto di Istres. Seguirono altri due prototipi, il primo con motore Atar 09K-31 da 6700 kg di spinta e il secondo con l'Atar 09K-50 da 7200 di spinta che sarebbe stato montato sugli esemplari di serie.
Il primo F1C di serie volò nel febbraio 1973 e fu ordinato in cento esemplari dall'Armée de l'Air. Rispetto al Mirage III, aveva un'ala più piccola ma molto più efficiente con ipersostentatori a fessura applicati ai bordi di attacco e di uscita, una capacità di carburante superiore del 45%, cosa che in pratica triplicava la durata del pattugliamento e raddoppiava il raggio d'azione nelle missioni di attacco al suolo, aveva un radar multiruolo Thomson CSF Cyrano IV più sofisticato e trasportava un carico bellico maggiore.
Le versioni realizzate furono il caccia F1C con capacità ogni tempo, il caccia diurno F1A con elettronica semplificata destinato all'esportazione, l'addestratore F1B con posti in tandem, l'F1R da ricognizione e l'F1E da attacco.
Circa 470 esemplari dell'aereo furono venduti all'estero alle aviazioni di Sudafrica, Spagna, Grecia, Libia, Kuwait, Marocco, Ecuador, Giordania e Iraq.
Il Sudafrica acquistò le versioni F1C e F1A che furono utilizzate in Angola durante la guerra civile a supporto dei guerriglieri dell'UNITA.
Il Marocco acquistò 30 Mirage F1C che entrarono in azione nell'Ex Sahara Spagnolo contro i ribelli del Fronte Polisario subendo gravi perdite ad opera dei missili SAM di fabbricazione russa utilizzati dai ribelli.
L'Iraq utilizzò ampiamente i Mirage F1E e F1B durante la guerra contro l'Iran per l'intercettazione, l'assalto e soprattutto per attaccare con missili antinave Exocet le petroliere che caricavano il petrolio iraniano presso il terminale dell'isola di Kharg.
La Francia utilizzò per la prima volta operativamente i Mirage F1 nel 1984-86 durante l'intervento in Ciad contro i ribelli filo-libici. Durante la Guerra del Golfo i Mirage F1 furono utilizzati sia dagli iracheni che dai francesi, anche se la maggior parte degli F1 iracheni furono distrutti al suolo durante i massicci bombardamenti che precedettero l'attacco delle forze della coalizione internazionale.




Caratteristiche tecniche F 1C:

Motore: SNECMA Atar 9K-50 da 7200 kg di spinta.

Lunghezza: 15 m.

Altezza: 4.50 m.

Apertura alare: 8.40 m.

Massa: 7400 kg a vuoto, 10 900 kg al decollo, 16 200 kg a pieno carico.

Velocità: 2136 km/h (Mach 2) a 12 000 m di quota.

Tangenza: 18 000 m.

Armamento: due cannoni DEFA 553 da 30 mm con 135 colpi per arma; 4000 kg di carico bellico agganciabile a sette punti di attacco esterni.


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