Mikojan & Gurevich MiG 25 / MiG 31
Il MiG 25
(Foxbat per la
NATO) fu progettato a partire dal 1965 dall'Ufficio Progetti
(Konstruktorskoe Byuro) MiG
per proteggere le vaste distese dell'Unione Sovietica dalla minaccia
(poi tramontata) dei bombardieri trisonici americani
B-70 Valkyrie e come risposta al Lockheed SR-71. I prototipi furono
presentati al pubblico nel 1967 e l'aereo entrò in linea
alla
fine degli anni sessanta.
Il MiG 25 era un bimotore monoposto con ala alta a delta, piani di coda
a freccia e due
derive. La struttura, in acciaio al nichel saldato con le parti
più sollecitate
termicamente in titanio, all'atto pratico, si rilevò molto
robusta e facile e veloce da riparare (per contro il B-70 aveva una
struttura in
pannelli a nido d'ape in acciaio, mentre l'SR-71 era in lega leggera con rivestimento di pannelli in
titanio; entrambe le strutture si rilevarono costosissime e fonti di
problemi).
Il MiG 25 era caratterizzato da una notevole rusticità
costruttiva che gli consentiva di operare senza problemi in condizioni
climatiche estreme e con supporto logistico precario.
I motori erano due Tumansky R-266, ad albero singolo e con pale
della turbina non raffreddate ma provvisto di un sistema di
raffreddamento e aumento della spinta mediante iniezione di
una miscela di acqua e metanolo nelle prese d'aria a geometria
variabile, capaci di 11000 kg/spinta ciascuno con
postcombustione inserita e di spingere l'aereo a Mach 2.83 (2900
km/h, anche se la velocità limite raggiungibile in emergenza
era di Mach 3.2), la velocità a quota zero essendo di Mach
0.85 (1045 km/h).
La velocità massima continua era di Mach 2.5, mentre quella
di
Mach 2.83 poteva essere mantenuta solo per periodi limitati, per non
causare il deterioramento dei motori a causa del surriscaldamento.
La prima versione da intercettazione MiG 25P era armata unicamente con
missili ed aveva solo un radar per l'esplorazione anteriore. La
versione successiva MiG 25MP ebbe in più un cannoncino
interno e
un radar che guardava verso il basso, mentre la versione R da
ricognizione aveva macchine fotografiche nel muso e radar con antenne
irraggianti lateralmente. Vennero realizzate anche versioni biposto (MiG- 25PU e MiG-25RU) per
addestramento col secondo posto in tandem in posizione rialzata.
Per diverso tempo in occidente, anche a causa della confusione che si
era creata col MiG 23, si credette che il MiG 25 fosse un caccia da
combattimento aereo. Le reali caratteristiche dell'aereo furono
conosciute allorchè il tenente sovietico Viktor Belenko
tradì, atterrando col suo MiG 25 nuovo di fabbrica in
Giappone,
nel settembre del 1976, portando con sé tutti i manuali
tecnici
dell'aereo che era riuscito a reperire.
L'analisi dell'aereo rilevò una avionica alquanto
più
semplice di quella usata sui velivoli occidentali e basata ancora su
valvole termoioniche. Tuttavia questo tipo di elettronica era molto
più robusta di quella a stato solido allora disponibile, meno suscettibile ad
interferenze elettromagnetiche anche in caso di guerra nucleare, non
necessitava di controllo climatico del proprio alloggiamento e
consentiva di montare un radar di elevata potenza. L'aereo montava
un radar RP-25 Smerch-A1 talmente potente che ne era proibito
l'impiego in prossimità del suolo.
Pur essendo in grado di volare a Mach 2.83 il velivolo aveva un
rapporto spinta/peso non particolarmente brillante, a bassa quota era
subsonico e l'elevata massa limitava il coefficiente di carico a 4.5 G
(2.2 G col massimo carico di carburante), per cui non era molto
adatto al combattimento aereo manovrato.
Viceversa risultava molto valido per l'intercettazione ad alta quota e
come areo da ricognizione strategica e fu costruito fino al 1984 in 1190 esemplari,
parte dei quali esportati in Irak, Siria, Egitto, Libia ed Algeria.
Il MiG 25 debuttò operativamente come ricognitore in Medio
Oriente nel 1971, pilotato inizialmente da equipaggi russi, ma gli
Israeliani non furono in grado neanche di tentarne l'intercettazione
finchè non ebbero a disposizione gli F-15.
Durante la Guerra del Golfo un MiG 25 iracheno buttò
giù un
F/A-18 nella prima notte di guerra utilizzando un missile a medio
raggio R-40TD. In un'altra occasione un MiG 25, dopo essere
sfuggito all'intercettazione da parte di otto F-15, costrinse tre F-111
da
guerra elettronica a rinunciare alla propria missione e a darsi alla
fuga. Due MiG 25 iracheni furono invece abbattuti dagli F-15 americani
durante la guerra ed uno dopo la
fine della guerra da parte di un F-16, mentre nel 2002, un MiG 25
abbattè, dopo averne schivato i missili, un velivolo senza
pilota MQ-1 Predator armato con missili aria-aria AIM-92 Stinger ed
usato come esca per gli aerei iracheni, per indurli ad inseguirlo fin
d'entro la no-fly-zone nel sud del paese, offrendo ad
essi un'apparentemente facile occasione.
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