MiG 29 e MiG 35
Il caccia MiG 29 (Fulcrum per la NATO) fu progettato, su richiesta
dell'aviazione militare russa VVS,
dall'ufficio progetti Mikoyan-Gurevich (MiG-OKB) alla fine degli anni settanta.
Inizialmente la VVS aveva richiesto un caccia in grado di controbattere
sia l'F-16 che l'F-15, successivamente però il programma venne
sdoppiato con la richiesta di un caccia leggero, da cui trasse origine
il MiG 29, e di un caccia da superiorità aerea che portò
al Sukhoi Su 27.
Il prototipo volò nel novembre del 1977, la produzione
iniziò nel 1982 e l'aereo entrò in servizio l'anno
seguente. Il MiG 29 si presentava con un'ala a delta, raccordata alla
fusoliera da un'ampia sezione centrale, al di sotto della quale erano
sistemati, ben distianziati, i motori, superfici orizzontali di coda a
freccia e due derive poste all'esterno dei motori.
Le prime versioni del MiG 29 avevano una struttura tradizionale in lega
di alluminio e comandi delle superfici di controllo basati su un
impianto idraulico convenzionale, mentre il suo avversario diretto,
l'F-16, utilizzava un sistema fly by wire e faceva largo uso di
pannelli in materiale composito per la struttura. Nonostante
ciò, le prove condotte dagli americani dopo la fine dell'URSS
sugli esemplari in dotazione all'aviazione della ex DDR, rivelarono
prestazioni superiori a quelle dell'F-16, questo grazie alle indovinate scelte
nella configurazione aerodinamica e a un rapporto, tra spinta dei
motori e peso al decollo, superiore a 1. Il MiG 29 era più
veloce, più manovrabile, dotato di una superiore velocità
di salita e accelerava più velocemente.
L'unico reale inconveniente era rappresentato dall'impianto radar, che
era inadeguato rispetto alle potenzialità dell'aereo e non
consentiva di sfruttare appieno le possibilità dei nuovi missili
aria-aria a lungo raggio d'azione. Inizialmente la VVS aveva richiesto
ai tecnici dell'istituto Fazotron-NIIP un radar di caratteristiche
superiori a quelle dei contemporanei radar occidentali, per cui i
tecnici avevano previsto di utilizzare un radar con antenna piana, a
scansione elettronica e segnale digitale, basandosi sui risultati del
programma sperimentale 'Soyuz'. Ben presto apparve però evidente
che sarebbe stato impossibile ottenere in tempi brevi un radar di
dimensioni abbastanza contenute da poter essere installato nel muso del
MiG 29, così si ricorse ad una versione migliorata del radar
montato sul MiG 23. Il nuovo radar, denominato N-019, utilizzava quindi
un'antenna a segnale analogico accoppiata ad un nuovo calcolatore
digitale, ed aveva una portata in modalità ricerca di circa 70
km contro un bersaglio delle dimensioni di un caccia, mentre risultava
più problematica l'individuazione di velivoli volanti a bassa
quota. L'utilizzo di questo radar fu poi compromesso da un caso di
spionaggio a favore della CIA da parte di un tecnico del Fazotron-NIIP.
Venne quindi sviluppata una nuova e migliore versione del radar, la N-019E
(poi N-019ME), dotata di un canale radar indipendente associato al
nuovo computer MVK-04 e con una portata superiore ai 100 km.
La soluzione definitiva è arrivata con la versione MiG 29SMT
dotata del radar 'Zhuk ME', prodotto da quella che è oggi la
Fazotron-NIIR Corporation. Lo 'Zhuk-ME' è un radar Doppler
multi-mode dotato di antenna piana a scansione elettronica (cioé
capace di dirigere elettronicamente il fascio di onde
elettromagnetiche, senza dover ruotare meccanicamente l'antenna), con
una portata di 200 km, grande precisione, insensibilità ai
disturbi dell'avversario, possibilità di inseguire dieci
bersagli contemporaneamente e di attaccarne quattro simultaneamente coi
missili aria-aria.
La prima versione del MiG 29 (prodotta come tutte le successive anche
in versione biposto da addestramento) è aggiornata con la
variante SE che incorpora il radar N-019ME e il sistema IEPrNK-29E,
ottico-elettronico e termico, per la ricerca e il tracciamento,
integrato dal rivoluzionario casco Shchel-3UM-1 (poi copiato anche in
occidente) che consente al pilota di indirizzare il sistema di guida
montato sui missili su un determinato bersaglio, in aria o al suolo,
semplicemente guardandolo e inquadrandolo nel display integrato nella
visiera.
La variante MiG-29SD è stata introdotta dopo la fine della
'guerra fredda', nel mutato scenario internazionale, come versione
adattata agli standard NATO e ICAO,
e quindi suscettibile di essere adottata anche da nazioni occidentali.
A tale scopo è dotata delle seguenti caratteristiche:
identificazione amico-nemico secondo lo standard NATO,
compatibilità con i sistemi di localizzazione GPS 'NAVSTAR' e di
navigazione TACAN,
operatività sulle bande di frequenza NATO e possibilità
di comunicare con i centri di comunicazione ATC della NATO. I nuovi
sistemi radio di comunicazione e navigazione sono di produzione USA
(Rockwell-Collins) e britannica (BAE-System) ed il quadro di comando
è arricchito da un nuovo sistema di display a colori
multifunzione. Il MiG 29SD è in servizio con l'aviazione della
Slovacchia dal 2006.
 MiG 35
Le versioni più
recenti sono la MiG 29K (navale), la MiG 29M e l'ultima MiG 35, con le
quali sono state introdotte molte innovazioni e miglioramenti:
- struttura migliorata e costruita per il 15% del peso a vuoto con materiali compositi;
- sistema di comando delle superfici mobili fly by wire a tre canali;
- incremento del carico interno di combustibile e di quello bellico applicato a nove punti di attacco sotto le ali e la fusoliera,
- possibilità di essere utilizzato come aereo da rifornimento per altri MiG 29;
- motori RD-33 dotati di maggiore spinta, camere di combustione antifumo e sistema elettronico di gestione FADEC;
- sistema HOTAS per manovrare l'aereo, durante i combattimenti, senza dover togliere le mani dalla cloche e dalla manetta motori.
Queste versioni sono
dotate del radar 'Zhuk ME', di avionica ad architettura aperta che
consente di montare a-posteriori nuovi apparati elettronici di
qualsiasi provenienza, di un apparato di ricerca e difesa totalmente
integrato e basato su: sistema all'infrarosso IRST
multicanale, sistema televisivo e ottico-elettronico (optronico),
telemetro laser; questo sistema, collegato al casco Shchel-3MU-1 e al
sistema di gestione dell'armamento, permette di operare, a breve
raggio, la ricerca e l'aggancio dei bersagli, in aria e al suolo, senza
l'ausilio del radar, nonché di individuare passivamente
emissioni laser nemiche, missili in arrivo e comandare i missili
anti-radar a ricerca passiva.
Sul MiG 29M e sul MiG 35 possono essere montati i motori RD-33MK
provvisti di ugelli a spinta direzionabile (vectored thrust) che
conferiscono eccezionali doti di manovrabilità. La versione
navalizzata MiG 29K, in produzione per la marina militare dell'India,
è dotata di estremità alari ripiegabili, ipersostentatori
di maggior superficie, gancio di atterraggio ed è prevista per
l'imbarco su portaerei di dislocamento superiore alle 28 000 tonnellate
equipaggiate con rampe di lancio e cavi di arresto.
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