Mikojan & Gurevich MiG 19
Il prototipo del MiG 19
(Farmer per la NATO) volò per la prima volta nel settembre del
1953 con due turbogetti Mikulin AM-5 da 3150 kg di spinta con
postbruciatore.
Il MiG 19 fu il primo aereo sovietico supersonico, raggiungendo i 1452
km/h a 10000 m di quota, però durante il primo periodo di
utilizzo dimostrò diversi inconvenienti che portarono alla
produzione del MiG 19S, con modifiche ai comandi e allo stabilizzatore,
che divenne interamente mobile,
e la sostituzione degli originali motori con i nuovi Klimov VK-9F/RD-9B
da 3250 kg di spinta. Anche l'armamento venne modificato: i due cannoni da 23 mm
alla radice delle semiali e quello da 37 mm sul lato destro del muso
furono sostituiti da altrettanti cannoni da 30 mmm.
L'aereo aveva ali e superfici di coda a freccia e un'ampia pinna
stabilizzatrice ventrale. L'ala, in posizione
mediana, era caratterizzata dalla notevole corda in corrispondenza
delle radici, dalle estremità arrotondate e dalle paretine
antiscorrimento sul dorso per mantenere condizioni di flusso
regolare sugli alettoni alle velocità supersoniche. I motori
erano montati appaiati nel tronco posteriore di fusoliera con
scarichi distinti e presa d'aria comune nel muso.
Il MiG 19S giunse ai reparti nella seconda metà del 1956, e fu
seguito ben presto dalla versione potenziata MiG 19SF e dal MiG 19PF
con radar nel muso per la caccia notturna e le operazioni ognitempo.
Il MiG 19 fu in produzione in URSS fino alla fine degli anni sessanta,
anche se nei reparti di prima linea fu via via sostituito dal MiG 21 a
partire dai primi anni sessanta. Fu anche costruito in Cecoslovacchia,
come S 105, e in Polonia e fu in servizio nelle forze aeree di almeno venti nazioni,
comprese Cuba, Nord Vietnam, Nord Korea, Iraq e
la maggior parte dei paesi del Patto di Varsavia.
La produzione totale fu di circa 5000 esemplari.
In Cina fu costruito in circa 2000 unità dal 1961 al 1975 come F-6 o J-6
(Jianjiji-6, cioè: aereo da caccia 6). Un suo
derivato, notevolmente migliorato nelle prestazioni, fu
prodotto fino al 1981. I J-6 delle ultime versioni erano armati con
due cannoni da 30 mm, avevano sei punti di attacco
sotto le ali per carichi esterni a cui potevano essere agganciate due
bombe da 250 kg, lanciarazzi o serbatoi supplementari,
e restarono in servizio sino al 2005.
I MiG 19 presero parte alla guerra
del Vietnam, alla Guerra dei Sei Giorni e ai conflitti indo-pakistani.
I MiG 19 nord-vietnamiti erano di provenienza cinese e furono utilizzati
nelle ultime fasi del conflitto ottenendo diversi successi a scapito degli F-4
Phantom. Comunque i piloti nord-vietnamiti preferirono i MiG 17,
per la superiore manovrabilità, e i MiG 21 per l'elevata velocità.
I MiG 19 di costruzione cinese (J-6) furono utilizzati ampiamente
dall'Aviazione cinese contro gli aerei di Taiwan e gli aerei americani
che sconfinavano nello spazio aereo cinese, e presero anche parte a scontri
di frontiera con l'Unione Sovietica. Il primo combattimento fra J-6 e
caccia americani avvenne nel 1965, quando un F-104 Starfighter fu abbattuto
nei pressi dell'isola cinese di Hainan e il pilota catturato e tenuto
prigioniero fino al 1972.
Prima dell'inizio della Guerra dei Sei Giorni (1967), l'aviazione
egiziana aveva in servizio 45 MiG 19 che
furono in gran parte distrutti al suolo nell'attacco aereo a sorpresa
israeliano che diede inizio al conflitto, e i rimanenti poco poterono
fare contro le preponderanti forze avversarie.
I J-6 vennero forniti dalla Cina a un certo numero di nazioni africane.
La Tanzania li utilizzò contro l'Uganda nella guerra del 1979, mentre
il Sudan li usò contro i separatisti del sud.
Il MiG 19 fu uno dei migliori velivoli russi del dopoguerra,
apprezzato da tutti i piloti per l'affidabilità e la
maneggevolezza.
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