Hawker-Siddeley Harrier

L'Harrier è stato il primo aereo da combattimento V/STOL ad ala fissa entrato in servizio operativo.
Il lavoro di progettazione dell'aereo iniziò nel 1957 sotto la guida di sir Sidney Camm e la collaborazione della Bristol-Siddeley, produttrice della turboventola Pegasus a spinta orientabile. Utilizzando due coppie di ugelli ruotanti, poste l'una all'uscita dalla ventola anteriore e l'altra all'uscita dei gas di scarico, il Pegasus è in grado di dirigere la spinta verso il basso, per il decollo o l'atterraggio verticale, o all'indietro per il volo traslato.
Nel 1960 il primo prototipo, designato P 1127, compì il primo decollo verticale e un anno più tardi le prime manovre di transizione dalla sostentazione a punto fisso al volo traslato e viceversa. Vennero costruiti sei prototipi P 1127, seguiti da nove esemplari di preserie designati Kestrel FGA Mk 1 e sei esemplari di una versione migliorata che in pratica fu il primo modello di serie dell'Harrier.
Nel 1969 l'aereo entrò in servizio nella RAF con la versione monoposto GR Mk 1 per l'attacco e l'appoggio tattico ravvicinato.
Questa prima versione dell'Harrier era equipaggiata con un Pegasus 102 da 9072 kg di spinta, in seguito sostituito con il Pegasus 103 da 9752 kg/spinta, e aveva una velocità massima di Mach 0.972 a bassa quota, diventando supersonica in picchiata, e una velocità di salita molto elevata che gli consentiva di raggiungere i 3000 m in meno di 40 secondi. Il raggio d'azione per missioni di attacco alto-basso-alto, senza serbatoi ausiliarii, era di 420 km e l'autonomia massima di 3330 km. Un carico bellico di 2404 kg poteva essere agganciato a quattro piloni subalari e a un punto di attacco sotto la fusoliera, carico che poteva arrivare a 3629 kg rinunciando alle caratteristiche VTOL. Inoltre due cannoncini Aden da 30 mm potevano essere sistemati in contenitori ai lati della fusoliera. Una piccola turbina ausiliaria, in grado di fornire l'energia necessaria agli impianti di bordo, assicurava all'Harrier la possibilità di operare a ridosso della prima linea senza il supporto di apparecchiature a terra.
Nel 1970 entrarono in servizio il GR-3, dotato di una apparecchiatura di puntamento laser nel muso, ed il biposto T-4. Questi aerei furono costruiti in 130 esemplari per la RAF.
Negli anni settanta fu anche sviluppata la versione navale Sea-Harrier, destinata all'imbarco sugli incrociatori portaerei della classe Invincible che erano appositamente equipaggiati con rampe di lancio ski-jump inclinate di 30 gradi. Il Sea-harrier era propulso dal Pegasus 104 da 9525 kg/spinta ed aveva un abitacolo rialzato, un radar Ferranti Blue Fox aria-aria e aria-superficie e la possibilità di montare missili aria-aria Sidewinder a guida termica. Il Sea-Harrier era previsto per i ruoli di attacco, lotta antisommergibile, ricognizione e combattimento aereo.
L'Harrier fu anche esportato negli USA, con un ordine per 102 esemplari monoposto, designati AV-8A, e otto biposto TAV-8A da parte del corpo dei Marines, nonché in Spagna e in Italia.
Il successo dell'aereo portò la McDonnell-Douglas ad acquisirne la licenza di costruzione e a sviluppare una versione avanzata AV-8B, equipaggiata con il motore Rolls-Royce Pegasus F402-11 da 9760 Kg/spinta e dotata di un'ala a profilo supercritico costruita con largo uso di materiali compositi in resine epossidiche e fibre di carbonio. Questa versione fu costruita in 336 unità per i Marines.
Attualmente l'Harrier è in servizio nel corpo dei Marines con la versione AV-8B II, realizzata in due varianti monoposto, Night Attack e Radar/Night Attack, o Harrier II+, e la versione biposto trainer TAV-8B. Le prime due furono ottenute dall'Harrier AV-8B con l'utilizzo di un motore Pegasus 408, ad alta efficienza, l'aggiunta di un sensore NAVFLIR (NAVigation Forward-Looking InfraRed) all'infrarosso, una mappa mobile, un sistema televisivo di ricerca ed un sistema avanzato di puntamento laser. La versione Harrier II+ ha in più, un radar doppler Raytheon AN/APG-65, utilizzabile per la navigazione e l'attacco in ogni condizione di tempo, e la possibilità di montare sotto le ali un contenitore provvisto di videocamere per la ricognizione in tempo reale del campo di battaglia.
Nella RAF e nella Royal Navy sono invece in servizio le versioni monoposto GR-7 e Gr-9 e la versione biposto da addestramento T-12, utilizzabile anche per l'attacco. Il GR-9/T-12 ha incominciato a sostituire il GR-7 dal settembre del 2006 e resterà in servizio fino al 2018, quando sarà completata la sua sostituzione con l'F-35 Lightning II.
L'Harrier ebbe il battesimo del fuoco nel corso della Guerra delle Falklands, quando 20 Sea-Harrier e 9 GR-3, imbarcati sugli incrociatori portaerei HMS Hermes e Invicible, parteciparono alle operazioni per la riconquista dell'arcipelago occupato dall'Argentina. I Sea-Harrier furono utilizzati per la protezione della flotta e i GR-3 della RAF per l'appoggio alle truppe. Nel corso della guerra, gli Harrier, avvalendosi dei missili Sidewinder con guida all'infrarosso, riuscirono ad abbattere 21 aerei argentini senza subire perdite in combattimento.

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Caratteristiche tecniche (GR-9):

Motore: una turboventola RR Pegasus 105 o 107 da 9875 kg di spinta.

Lunghezza: 14.36 m.

Altezza: 3.55 m.

Apertura alare: 9.25 m.

Massa: 14061 kg a pieno carico (8595 kg per decolli verticali).

Velocità: 1065 km/h.

Tangenza: 13100 m.


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