General Dynamics F-16 Fighting Falcon
Nel 1971 l'US Air Force
indisse un concorso per un caccia leggero che fu vinto quattro anni
dopo dal progetto YF-16 presentato dalla divisione aeronautica di
Fort Worth della General Dynamics.
Le specifiche emesse dall'USAF erano influenzate dalla recente
esperienza della guerra del Vietnam, durante la quale i potenti e
sofisticati jets americani erano stati messi in difficoltà
dagli agilissimi MiG-17 e MiG-21 utilizzati dall'aviazione
Nordvietnamita, per cui al nuovo caccia era richiesta la massima
manovrabilità.
Nel progettare l'F-16, i tecnici, valendosi dei progressi
dell'elettronica, poterono creare un aereo intrinsecamente instabile, e
quindi più manovrabile, utilizzando il sistema fly by wire per
cui le superfici di controllo sono comandate elettricamente dal computer di bordo.
Nell'F-16 il pilota siede semisdraiato, in comoda posizione atta a
meglio sopportare le accelerazioni, e al posto della tradizionale
barra di comando, utilizza per pilotare l'aereo una corta leva posta
sul fianco destro. La leva non si sposta, ma è sensibile ad ogni
pressione esercitata dalla mano del pilota che viene trasformata dal
computer di volo in un ordine impartito alle superfici mobili. Il
computer sorveglia costantemente l'assetto dell'aereo correggendone
automaticamente ogni tendenza a deviare dalla traiettoria corretta,
permettendo così al pilota di eseguire manovre veloci e perfette
altrimenti impossibili.
Nel 1975 il programma iniziale per un caccia leggero fu trasformato in
quello per un caccia da combattimento aereo. Questa scelta fu dovuta
alla possibilità che l'aereo venisse scelto, come poi avvenne,
dai paesi europei aderenti alla NATO che in tal caso avrebbero passato
consistenti ordinativi portando il totale preventivato da 650 a 998 esemplari.
Per diminuire il costo e la complessità dell'aereo venne scelta
una presa d'aria fissa posta sotto la fusoliera, il ché
però ne limita la massima velocità raggiungibile ad alta
quota. L'ala a doppio delta, con profilo a camber variabile,
è unita alla fusoliera per quasi tutta la
profondità da ampi raccordi ed è provvista di ipersostentatori lungo tutto il
bordo di attacco. La struttura fa ampio uso di pannelli a nido d'ape in
lega leggera, titanio e materiali compositi che consentono di limitarne
il peso senza ridurne la resistenza meccanica. L'abitacolo è
costituito da un modulo pressurizzato e condizionato con un seggiolino
eiettabile che, in caso di necessità, può essere sparato
via anche a quota zero o sott'acqua, grazie ad un motore a razzo. La
cappottina a goccia, priva della cornice anteriore del parabrezza,
consente un'eccellente visibilità in ogni direzione.
Inizialmente l'aereo non era in grado di compiere missioni di
intercettazione o di attacco ogni tempo, ma successivamente le sue
capacità vennero incrementate per cui oggi è praticamente
in grado di compiere qualsiasi tipo di missione tattica, anche se la
sua vocazione primaria resta il combattimento aereo.
Il primo volo del prototipo avvenne nel Gennaio del 1974 e i primi
esemplari di serie furono consegnati nel 1979. La versione B è
biposto in tandem per addestramento e il secondo posto di pilotaggio fu
ottenuto riducendo lo spazio a disposizione della dotazione avionica e
del serbatoio del carburante.
Gli esemplari costruiti a partire dal
1981 ebbero incorporata l'architettura che consente di aggiornare i
sistemi senza dover modificare la struttura e permise di ampliare le
possibilità multiruolo dell'aereo fino a ricoprire
l'intercettazione e l'attacco in ogni condizione di tempo dal 1984,
nonchè l'attacco notturno a partire dal 1988. Questo programma
di potenziamento portò alle versioni F-16C e F-16D,
rispettivamente monoposto e biposto e corrispondenti alle analoghe
versioni A e B. Per la sua costruzione fu creato un consorzio fra USA e
i quattro paesi europei interessati all'acquisto, cioè Belgio,
Danimarca, Paesi Bassi e Norvegia con impianti di assemblaggio degli
esemplari europei in Belgio e Paesi Bassi che utilizzano parti prodotte
in ognuno dei cinque paesi. Al consorzio si è in seguito unito
anche il Portogallo.
L'F-16 è equipaggiato con radar multimodale a scansione
meccanica Westinghouse APG-66 (sull'F-16A) oppure APG-68 (sull'F-16C)
e, nelle versioni più recenti, può anche montare un radar a scansione elettronica attiva
che, grazie alla più elevata velocità di scansione,
aumenta le possibilità ogni-tempo permettendo di operare
pressochè contemporaneamente in modalità aria-aria e
aria-superfice.
La strumentazione si avvale di head-up display, pannello di controllo
up-front, casco del pilota con sistema di acquisizione e aggancio
bersagli integrato nella visiera, due display a colori multifunzione da
4x4 pollici che integrano gli strumenti analogici e possono funzionare
come display di navigazione, display radar, mappa mobile e mappa
tridimensionale SVS (Synthenic Vision System).
Le missioni che l'F-16 può svolgere possono essere ampliate
dotandolo di specifici apparati alloggiati esternamente, come l'F-16-HTS e l'F-16-TARS.
L'F-16-HTS (HARM Targeting System) consiste in un contenitore che alloggia un
sistema elettronico per il rilevamento dei radar
avversari oltre il limite di portata dei missili superfice-aria e l'attacco con
missili antiradar AGM-88 HARM (High-Speed Anti-Radiation Missile).
L'F-16-TARS (Theater Airborne Reconnaissance System) consiste di un
contenitore rimovibile applicato all'F-16C con sensori elettro-ottici per
la ricognizione ogni-tempo ad alta velocità sul campo di battaglia ed
entro lo spazio aereo nemico, trasmettendo in tempo reale informazioni e
immagini sulle attività nemiche alle forze di terra.
Dall'F-16C/D è stato derivato l'F-2 come adattamento dell'aereo
alle specifiche esigenze delle Forze di difesa aerea giapponesi.
Sebbene capace di operare sia nel ruolo aria-aria che in quello
aria-superfice, l'F-2 è principalmente destinato alla protezione
marittima. Rispetto all'F-16 l'ala ha la superfice incrementata di
circa il 25% ed è costruita principalmente in resina epossidica
rinforzata con grafite al fine di aumentare la resistenza e diminuire
il peso, la fusoliera è più larga di 40 cm e le superfici
orizzontali di coda sono pure più grandi. Le maggiori dimensioni
di ala e fusoliera permettono un maggior carico interno di combustibile
e due ulteriori punti aggancio per carichi esterni. L'F-2 è
prodotto congiuntamente dalla Mitsubishi-Heavy-Industries giapponese
per circa il 60% e dalla Lockheed-Martin per il restante 40%.
L'F-16 fu utilizzato per la prima volta in
combattimento nel 1991 durante la prima guerra contro l'Irak
imponendosi facilmente nei pochi e timidi tentativi di contrasto aereo
condotti dall'aviazione irachena. In seguito è stato utilizzato
in tutte le guerre combattute dagli USA ottenendo - secondo gli
americani - in totale 71 vittorie in combattimento senza subire alcuna
sconfitta.
Attualmente è costruito dalla Lockheed-Martin che ha acquisito la divisione
aeronautica della General Dynamics, ne sono stati
prodotti più di 4200 esemplari in oltre 110 diverse versioni ed
è utilizzato dalle forze aeree di 24 nazioni.
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