General Dynamics F-111 Aardvark

Nel 1960 l'U.S. Air Force definì le specifiche per un nuovo caccia tattico multiruolo destinato a sostituire l'F-105. Si richiedeva l'adozione di motori con postbruciatori, decollo e atterraggio in spazi brevi, sistemi di navigazione e puntamento molto avanzati, raggio d'azione di 640 km a Mach 1.2 e autonomia massima di 5200 km senza rifornimento in volo. Nel contempo anche la Navy era alla ricerca di un nuovo caccia da superiorità aerea per sostituire l'F-4 Phantom e l'F-8 Crusader.
Il nuovo segretario alla Difesa Robert S. McNamara, esaminate le richieste sia dell'Aviazione che della Marina, volle imporre l'unificazione dei due programmi nella richiesta di un unico aereo polivalente che fosse in grado di soddisfare le necessità di entrambe le aviazioni e che quindi avrebbe dovuto avere contemporaneamente caratteristiche di caccia da superiorità aerea, aereo da appoggio tattico e aereo da interdizione a largo raggio. Nel 1962 fu scelto il progetto presentato dalla Boeing, ma McNamara preferì optare per quello della General Dynamics di Fort Worth per via dell'elevata comunanza di parti fra le varie versioni previste. Fu autorizzata quindi la costruzione dell'F-111A per l'USAF e dell'F-111B per la Navy.
Il nuovo aereo era un bimotore biposto, con posti affiancati, stiva interna e ali a geometria variabile in grado di passare da una freccia minima di 16 gradi, necessaria per il volo a bassa velocità in decollo e atterraggio, a una freccia massima di 72.5 gradi, per consentire punte di velocità di oltre Mach 2.
Il primo F-111A volò nel dicembre del 1964, ma ben presto palesò numerosi problemi di carattere strutturale e aerodinamico: inconvenienti alle cerniere delle semiali, peso elevato, motori inadeguati, scarsa manovrabilità. Inoltre la configurazione a posti affiancati, oltre a ridurre la visibilità, aumentava la resistenza aerodinamica della cellula limitando la velocità massima raggiungibile. Per aumentare la velocità vennero montati motori più potenti, ma ciò aumentò il peso totale e ridusse l'autonomia.
Presto apparve evidente come l'F-111, progettato come caccia polivalente, fosse in pratica capace di compiere solo missioni di bombardamento e di ricognizione, e la Marina, che aveva bisogno soprattutto di un caccia da superiorità aerea, abbandonò il progetto dell'F-111B. Così il progetto venne sviluppato solo per l'USAF, con un drastico taglio al numero di esemplari che sarebbero stati costruiti e un conseguente aumento vertiginoso del costo unitario.
Fra il 1964 e il 1975 vennero costruiti, compresi i prototipi delle versioni A e B, un totale di 556 F-111, meno di un quarto di quanto inizialmente previsto. L'F-111A fu costruito in 141 unità e l'F-111E, con prese d'aria migliorate, in 94 esemplari. Seguirono 96 F-111D, con nuovo radar e nuovi sistemi di navigazione e puntamento, 106 F-111F, la versione migliore, e infine 106 F-111G con avionica semplificata.

Nel 1968, con il nome in codice di Combat Lancer, fu dato inizio al programma di valutazione operativa dell'F-111 in Vietnam, e il 17 marzo sei F-111A giunsero sulla base di Takhli in Thailandia per un ciclo operativo. Tre aerei andarono persi quasi subito e i rimanenti furono rispediti negli USA. Nell'autunno del 1972 gli F-111 furono inviati di nuovo nel Sud-Est asiatico e due Squadron del 474th Tactical Fighter Wing furono schierati sulla base di Takhli. Furono compiute centinaia di missioni di attacco a bassa quota, a velocità di poco inferiore a quella del suono, spesso di notte e in ogni condizione di tempo. Queste missioni, nel corso delle quali si verificarono oscuri incidenti, suscitarono numerose polemiche sulle reali qualità dell'aereo. Comunque l'F-111 era in grado di trasportare un rilevante carico di bombe a grande distanza e la sofisticata dotazione elettronica gli consentiva di operare senza l'appoggio di aerei da interdizione elettronica. Nel dicembre 1972 prese parte all'operazione Linebacker II (una serie di massicci bombardamenti sulle città del Vietnam del Nord), avendo come obiettivo principale le postazioni antiaeree per consentire agli altrimenti vulnerabili B-52 di penetrare lo spazio aereo nord vietnamita.
Gli F-111F furono utilizzati fino al 1998 ed, equipaggiati con un contenitore sotto la fusoliera per un sistema infrarosso/laser/ottico AN/AVQ-26 Pave Tack, per l'individuazione e l'aggancio dei bersagli al suolo, che consentiva l'impiego di bombe a guida laser, infrarossa ed elettro-ottica, presero parte alla guerra contro l'Irak del 1991.
Negli anni settanta la Grumman iniziò a modificare 42 F-111A dotandoli di equipaggiamenti per la guerra elettronica. Un contenitore aerodinamico lungo 5 metri fu sistemato sotto la fusoliera per alloggiare antenne di trasmissione di segnali di disturbo ad alta potenza ed altri apparati elettronici, e un altro contenitore fu fissato all'estremità della deriva con antenne e apparecchiature per la ricezione e l'analisi dei segnali radar nemici. Gli aerei così modificati entrarono in servizio fra il 1981 e il 1985 come EF-111A Raven, i primi col 390th Electronic Combat Squadron di base a Mountain Home nell'Idaho, restando in forza nell'U.S. Air Force fino al 1998.

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Caratteristiche tecniche F-111F:

Motore: due turboventole Pratt & Whitney TF30-P-100 da 11 350 kg di spinta con postcombustione.

Lunghezza: 22.40 m.

Altezza: 5.18 m.

Apertura alare: massima 19.20 m, minima 9.73 m.

Massa: 45 400 kg massimo al decollo.

Velocità: 1390 km/h a quota 0 e 2336 km/h a 12 000 m.

Tangenza: 16 900 m.

Autonomia: raggio d'azione 4780 km.

Armamento: un cannone M-61A1 da 20 mm a sei canne ruotanti; due bombe da 340 kg in fusoliera; fino a 13 600 kg di bombe, missili o razzi sotto le ali.


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