North-American Rockwell B-1A/B Lancer
Il B-1 Lancer
è un bombardiere pesante americano, quadriposto, con i tronchi
esterni delle semiali a geometria variabile.
Destinato originariamente a sostituire il Boeing B-52 nel ruolo di
bombardiere strategico intercontinentale armato con ordigni nucleari,
fu sviluppato a partire dalla seconda metà degli anni sessanta,
dopo un decennio di studi che culminarono nel progetto AMSA (Advanced
Manned Strategic Aircraft).
L'esigenza del nuovo bombardiere derivava dalla possibilità di
far decollare l'intera forza da bombardamento nucleare entro pochi
minuti dal primo avviso di un possibile attacco missilistico nemico,
mentre i missili balistici intercontinentali non potevano essere
lanciati unicamente sulla base di uno stato di pericolo senza incorrere
in conseguenze irreparabili in caso di errore dei radar del sistema di
difesa. Avendo a disposizione una forza di rappresaglia che poteva
essere fatta preventivamente decollare per sottrarla all'attacco nemico
e la possibilità di richiamarla in seguito ad un falso allarme,
il problema sarebbe stato aggirato.
Con l'elezione di Richard Nixon, alla presidenza USA, nel 1970,
l'intero programma, che comprendeva la realizzazione di 4 prototipi e
di 240 esemplari di serie, venne affidato alla North American Rockwell
di Los Angeles, mentre lo sviluppo dei motori, rappresentati dalle
turboventole F-101 da circa 13 600 kgf di spinta con post-combustione,
fu assegnato alla General Electric.
A differenza dei precedenti bombardieri strategici, il B-1 venne
progettato per penetrare nello spazio aereo nemico alla minima quota
possibile, in modo da sottrarsi all'avvistamento dei radar avversari,
e con la possibilità di operare anche a pieno carico da brevi piste
aeroportuali, in modo da poter disperdere i velivoli su numerose basi.
Vennero quindi adottate ali a geometria variabile, in grado cioè
di variare in volo l'angolo di freccia per meglio adattarsi alle esigenze
sia del volo supersonico che di quello a bassa velocità in decollo e
atterraggio, dotate di elaborati sistemi di ipersostentazione e unite
alla fusoliera mediante ampie superfici fisse di raccordo accuratamente
profilate.
Le gambe del carrello posteriore si ritraevano nelle radici fisse delle
semiali, al di sotto delle quali erano sistemate le gondole dei motori.
Ogni gondola portava due motori, le prese d'aria erano a geometria
interamente variabile e la velocità prevista ad alta quota era
di Mach 2.
Due terzi del peso massimo al decollo era rappresentato dal
combustibile contenuto in otto serbatoi nelle ali e in fusoliera. Il
carico bellico era formato da 52 160 kg di bombe nucleari, missili da
attacco a breve raggio o da crociera con testata atomica ed era
ospitato in tre ampie stive in fusoliera.
L'equipaggio di quattro uomini (comandante, copilota e due addetti
all'armamento) occupava un abitacolo formato da un modulo di
salvataggio integralmente eiettabile in caso di necessità.
Il primo dei quattro prototipi B-1A volò il 23 dicembre 1974, il
secondo e il terzo nel 1976 e il quarto nel 1979.
Durante le prove i prototipi si dimostrarono capaci di volare a 60 m di
quota, di poter raggiungere una velocità massima di Mach 2.2 ad
alta quota e di poter lanciare quella che doveva essere l'arma
principale dell'aereo: il missile da attacco a breve raggio AGM-69A.
Nel 1977 il presidente Carter pose fine al programma, sia per ragioni
di costo che per scelta politica. Comunque anche dopo la cancellazione
del programma, i quattro prototipi continuarono i test sperimentali di
sviluppo presso la base Edwards in California collaudando positivamente
sia il nuovo radar realizzato dalla Westinghouse, sia il sistema
elettronico di difesa e attacco.
Nel 1981 il presidente Reagan annunciò che l'USAF avrebbe
acquistato 100 B-1B nell'ambito del programma di potenziamento
dell'arma aerea strategica e l'anno seguente il programma di sviluppo e
produzione fu assegnato alla Rockwell International.
Il B-1B differiva notevolmente dal B-1A, e le modifiche erano
indirizzate soprattutto a contenere i costi. Si era abbandonata l'idea
della penetrazione nel territorio nemico a bassa quota e alta
velocità, il modulo di salvataggio era stato abolito e i quattro
uomini di equipaggio sedevano su normali sedili eiettabili. L'iniziale
richiesta di una velocità di punta di Mach 2.2 fu ridotta a Mach
1.2, come conseguenza fu possibile rinunciare alle prese d'aria a
geometria variabile e semplificare la struttura delle gondole dei
motori.
Viceversa la struttura principale fu rafforzata per aumentare di 33 500
kg il carico utile, portando il peso a pieno carico da 179 000 kg a 216
500 kg, e fu ridotta la tracciabilità radar dell'aereo.
La nuova versione poteva operare a una quota massima di 18 000 m con un
raggio d'azione di 11 000 km.
Il primo B-1B fu consegnato all'USAF presso la base Edwards
nell'ottobre 1984, solo 33 mesi dopo la sigla del contratto, e
passò allo Strategic Air Command nel giugno dell'anno seguente.
L'ultimo B-1B dei 100 ordinati fu consegnato nel gennaio del 1988.
I B-1B furono inizialmente assegnati alle basi di Dyess nel Texas,
Ellsworth nel South-Dakota, Grand Forks nel North-Dakota e McConnell
nel Kansas, ma già nel 1994 una parte di essi fu dapprima
rimossa e trasferita alle basi della Guardia nazionale in Kansas e
Georgia, e alla base di Mountain Home nell'Idaho e poi nel 2001
definitivamente ritirata dal servizio. I rimanenti 67 aerei restarono
alle basi di Dyess e Ellsworth.
Con la fine della guerra fredda il B-1B fu convertito da bombardiere
nucleare a bombardiere convenzionale attraverso un programma articolato
in quattro fasi:
- nel 1995 la Boeing modificò l'avionica e i vani bombe,
installando rastrelliere per il trasporto di bombe
convenzionali;
- nel 1999 fu incorporato nell'avionica il sistema di navigazione GPS,
il sistema radio ARC-210, resistente ai disturbi avversari,
e la possibilità di portare le bombe JDAM a guida GPS-inerziale;
- nel 2003 fu introdotto un nuovo computer di bordo, bombe a grappolo WCMD a dispersione controllata attraverso un sistema GPS, missili aria superficie JASSM e la possibilità di lanciare contemporaneamente tipi diversi di armi dalle tre stive bombe;
- è in corso di installazione un nuovo sistema elettronico a
fibre ottiche denominato ALE-50 per l'allarme radar e le
contromisure d'inganno per i missili superficie-aria e
aria-aria.
Futuri aggiornamenti comprenderanno l'integrazione di nuove radio
digitali, display LCD a colori, nuovi sensori, la possibilità di
portare il carico bellico anche esternamente e il sistema di
comunicazione Link-16 che permetterà al B-1 di operare in
integrazione con le altre componenti aeree sul campo di battaglia.
Il sistema elettronico di attacco e difesa del B-1 è basato su
un radar ad alta risoluzione e scansione elettronica, capace di seguire
il terreno e individuare e ingaggiare mezzi in movimento, un sistema di
navigazione a guida GPS e inerziale, che permette all'equipaggio di
navigare in ogni punto del globo senza l'ausilio dell'assistenza da
terra, un sistema di comunicazione radio Combat Track II in grado di
assicurare un minimo di connettività oltre l'orizzonte visivo in
attesa dell'integrazione del sistema Link-16 e il sistema di
contromisure elettroniche ALQ-161.
Il B-1B fu usato per la prima volta in combattimento nel 1998 durante
Desert Fox, l'operazione di attacco contro le caserme della Guardia
repubblicana irachena. Durante la guerra del Kossovo, nel 1999, sei
B-1B furono schierati sulla base della RAF di Fairford in Inghilterra
sganciando il 20% del totale di bombe riversate sulla Serbia. Nella
guerra contro l'Afghanistan i B-1B sganciarono il 40% di tutte le bombe
utilizzate nel conflitto.
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