Northrop Grumman EA-6B Prowler

Il Grumman A-6 nacque da una richiesta dell'U.S. Navy per un aereo imbarcato da appoggio tattico in grado di operare a bassa quota e dotato di una buona autonomia. Il prototipo, designato A2F-1, compì il suo primo volò il 9 aprile 1960 ed era provvisto di ala media e abitacolo biposto a posti affiancati.
Il progetto originale prevedeva due motori Pratt & Whitney J52-P-8A con gli ugelli di scarico orientabili verso il basso di 23° per migliorare le caratteristiche di decollo dai ponti delle portaerei, ma questa soluzione venne poi abbandonata con l'adozione di ugelli fissi inclinati di 7°.
Nel 1962 la denominazione venne cambiata in A-6A Intruder e vennero ordinati i primi aerei di serie, che divennero operativi in Vietnam nell'aprile del 1965 con lo Squadron VA-75 imbarcato sulla portaerei Indipendence.
L'A-6A era un aereo subsonico estremamente versatile, in grado di trasportare una notevole varietà di carichi bellici e dotato di un sistema di navigazione DIANE (Digital Integrated Attack Navigation Equipment) in grado di provvedere al pilotaggio automatico dell'aereo per tutta la missione (tranne decollo e atterraggio), compresa l'esecuzione delle manovre per lo sgancio del carico offensivo.
L'intruder venne ampiamente utilizzato in Vietnam per missioni di attacco a bassa quota in ogni condizione meteorologica.
La produzione degli A-6A terminò nel 1969 con un totale di 488 unità costruite. Seguirono l'A-6C, con apparati per l'interdizione elettronica, e l'A-6E, versione migliorata cui due motori J52-P-8B, da 4220 kg di spinta ciascuno al decollo, consentivano una velocità massima di 1052 km/h a bassa quota, una tangenza pratica di 13 600 m e un'autonomia fra 1500 e 3700 km. Dell'aereo venne realizzata anche una versione per il rifornimento in volo, denominata KA-6D.
Nel 1968 venne realizzata la versione EA-6B Prowler destinata alla guerra elettronica in supporto di formazioni aeree, navali e terrestri attraverso la soppressione per mezzo di ECM attive dell'attività elettronica delle difese nemiche (radar e sistemi di comunicazione). L'aereo divenne operativo nel 1971 ed è tuttora in servizio a bordo delle portaerei dell'U.S. Navy.
Rispetto all'A-6A l'abitacolo venne modificato per alloggiare quattro uomini di equipaggio, cioè un pilota e tre addetti alle attrezzature elettroniche.
La dotazione dell'aereo comprende un sistema elettronico di ricezione montato internamente, il sistema di interferenza elettronica ALQ-99 e il sistema di interferenza per le radio-comunicazioni USQ-113 in contenitori sub-alari, e il missile antiradar ad alta velocità HARM. Poichè la richiesta di potenza degli impianti elettronici esterni, che devono generare emissioni elettromagnetiche di disturbo tali da soverchiare gli echi radar e le trasmissioni nemiche, supera le possibilità del normale generatore di bordo, essi sono alimentati da un proprio alternatore mosso da un mulinello azionato dal vento relativo.
A partire dal 2003 il sistema di ricezione è stato aggiornato con l'ICAP III, che permette una accurata geo-localizzazione delle emissioni elettroniche nemiche e una reazione di disturbo selettiva, ed è stato montato il MIDS (Multifunctional Information Distribution System) che fornisce all'aereo la possibilità di ricevere e utilizzare dati attraverso il nuovo sistema tattico di data-link Link 16.
Gli EA-6B Prowler verranno sostituiti dall'EA-18G, versione biposto da guerra elettronica dell'F/A-18E Super Hornet, a partire dal 2009.




Caratteristiche tecniche EA-6B:

Motore: due Pratt & Whitney J52-P408 da 4720 kgf di spinta.

Lunghezza: 17.7 m.

Altezza: 4.9 m.

Apertura alare: 15.9 m.

Massa: 27 450 kg a pieno carico.

Velocità: 920 km/h.

Tangenza: 11 460 m.

Autonomia: 1840 km.

Equipaggio: un pilota e tre addetti alle contromisure elettroniche.


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